Opus Dei. Bollettino RomanaBollettino della Prelatura della Santa Croce e Opus Dei

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18 • Gennaio - Giugno 1994 • Pagina 35
 
 
 
 •  ALVARO DEL PORTILLO, VESCOVO PRELATO DELL'OPUS DEI
 

29 marzo. Udienza con il Santo Padre

Come ogni anno, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto in Udienza migliaia di giovani dei cinque continenti, affluiti a Roma per partecipare al Congresso UNIV, giunto ormai alla sua 27ª edizione.

Tema del Congresso, in concomitanza con l’Anno Internazionale della Famiglia, è stato “La famiglia e lo sviluppo dei popoli”. Circa tremila universitari, in rappresentanza di 500 università di tutto il mondo, hanno studiato gli aspetti sociali, demografici, ecologici, morali, economici, ecc., della famiglia, nella prospettiva del terzo millennio.

L’Udienza di quest’anno, celebrata nell’Aula Paolo VI alle ore 12.00 del 29 marzo, aveva assunto un carattere del tutto particolare dopo l’inaspettata scomparsa del Prelato dell’Opus Dei, avvenuta pochissimi giorni prima. Oltre ai partecipanti all’UNIV 94, erano convenute nell’aula Paolo VI altre seimila persone —giovani coppie di sposi, fidanzati, professionisti, impiegati, ecc.— che partecipano ai mezzi di formazione cristiana e umana impartiti nei Centri dell’Opus Dei, provenienti da diverse parti d’Italia e da numerosi altri Paesi d’Europa, tutti desiderosi di testimoniare al Santo Padre la propria gratitudine per le preghiere e per le espressioni di affetto dimostrate da Giovanni Paolo II nei riguardi di Mons. del Portillo e dei fedeli della Prelatura in occasione della morte del Prelato. L’aula delle Udienze era stracolma, con diverse centinaia di persone accalcate in piedi nei corridoi laterali e sul fondo della sala.

Il Vicario Generale della Prelatura, Mons. Javier Echevarría, ha rivolto al Santo Padre un indirizzo di saluto a nome di tutti i presenti. Ecco le sue parole:
«Beatissimo Padre:
»gli incontri dell’UNIV costituiscono ogni anno un’occasione affinché, oltre ad impegnarsi nei lavori specifici del Congresso, molti studenti universitari, che sono membri della Prelatura dell’Opus Dei o che partecipano ai suoi apostolati, siano ricevuti dal Vicario di Cristo. Essi vengono a Roma per presentare gli studi preparati nelle fasi preliminari e per elaborare le conclusioni finali, ma anzitutto e soprattutto per videre Petrum. L’Udienza con il Santo Padre veniva normalmente preceduta da incontri con il Prelato dell’Opus Dei: la sua predicazione, così traboccante di amore per la Sede di Pietro e per la Persona del Santo Padre, offriva infatti la migliore preparazione per un evento così significativo.
»Ma il Signore, in maniera per noi inattesa, ha chiamato Mons. Alvaro del Portillo alla casa del Cielo e questo attribuisce all’incontro di quest’anno un carattere particolarmente sentito. Le parole rivolteci dalla Santità Vostra nel telegramma in cui ha voluto esprimere il proprio cordoglio, e la Sua presenza nella chiesa prelatizia ove si è trattenuto in preghiera dinanzi alle spoglie mortali del nostro amatissimo Padre e Prelato, sono state di immensa consolazione per noi tutti ed io desidero ringraziarLa, Santità, ancora di tutto cuore. Sappiamo che Dio, nei suoi misteriosi disegni, agisce sempre per il bene di coloro che lo amano. Palpare l’affetto del Vicario di Cristo è per noi, in questi momenti, un segno tangibile ed un’espressione straordinariamente indicativa di tale bene.
»Tutto ciò ci immerge, in modo insospettato e con una profondità imprevista e provvidenziale, nel tema attorno al quale si sono svolti i lavori di questo Congresso UNIV 94: La famiglia e lo sviluppo dei popoli. In effetti, come Vostra Santità ha ricordato nella recente Lettera alle famiglie, l’ambito nel quale la persona viene chiamata alla vita e si sviluppa nella sua dignità secondo il progetto di Dio, è l’ambito dell’amore: l’amore divino, che è la forza creatrice originaria, e l’amore dei genitori, partecipi del potere creativo di Dio.
»In questo tempo, in cui l’uomo appare refrattario alla generosità e al dono sincero di sé, le parole di questa Lettera sono un nuovo appello ad impegnarci per contribuire affinché molte famiglie riscoprano la bellezza dell’ideale cristiano di generosità e per creare attorno a ciascuno di noi un ambito di amore e di dedizione, nel quale possa risuonare con chiarezza e con forza la voce di Cristo, la sua chiamata a seguirlo, le suppliche che ci rivolge attraverso i bisognosi, le sue parole di consolazione quando, improvviso o atteso, giunge il dolore. Grazie, Padre Santo, per la vibrante difesa della famiglia e della vita umana che con tanta costanza svolge nel Suo Magistero. Desideriamo esprimerLe la nostra piena adesione ed il nostro vivo anelito di trasmettere fedelmente agli altri tutta questa ricchezza.
»Per meglio comprendere la grande lezione di amore fedele e di fecondità generosa racchiusa nella Lettera alle famiglie, volgiamo lo sguardo anche alla figura di Mons. Alvaro del Portillo e alla sua vita, spesa fino all’ultimo istante al servizio della Chiesa. Vostra Santità gli ha applicato le parole con cui Gesù premia l’uomo chiamato alla felicità celeste: lo ha definito infatti servo buono e fedele. Queste stesse parole vennero a lungo meditate dal nostro Fondatore, il Beato Josemaría, e tornavano spesso nella sua predicazione. Anche perciò è stata per noi una grande gioia ascoltarle riferite dal Romano Pontefice al nostro Prelato, appena scomparso. Oserei affermare che esse lo definiscono in modo particolarmente esatto. La bontà e la fedeltà si incontravano saldamente unite nella sua persona. La bontà non fu mai debolezza o sentimentalismo, ma piuttosto delicatezza e comprensione; la fedeltà alla missione ricevuta non sfiorò mai la durezza. Ed era così perché tanto la sua bontà verso gli altri come la sua fedeltà erano radicate nell’intima unione con Dio.
»Queste giornate dell’UNIV, in concomitanza con la Settimana Santa, sono soprattutto giornate di preghiera. Vogliamo chiedere al Signore la grazia della perfezione dell’amore per tutte le famiglie. In particolare, gli chiediamo quella perfezione dell’amore che si racchiude in una fedeltà che, con il trascorrere degli anni, diviene sempre più solida, affinché, nelle famiglie e in tutti noi, il tempo non generi stanchezza, noia o disinganno, ma offra piuttosto lo slancio per il perenne rinnovamento di un amore sempre giovane.
»Per confermare la nostra fede ed i nostri desideri di fedeltà operativa a Gesù Cristo, Le chiediamo, Santo Padre, la luce della Sua parola e la forza della Sua benedizione».

Dopo le parole di Mons. Echevarría, accolte dai presenti con un caldo applauso a testimonianza della completa adesione a quanto il Vicario Generale aveva appena detto, il Santo Padre ha rivolto loro espressioni di conforto per la scomparsa del Prelato e di incoraggiamento per un sempre più fecondo impegno apostolico in campi vitali per la Chiesa, come la formazione della gioventù e il sostegno della famiglia. Le sue parole sono riportate integralmente nella relativa sezione del Bollettino. Qui presentiamo solo i due primi punti del discorso del Papa, che riguardano direttamente la figura ecclesiale di Mons. Alvaro del Portillo:

«Carissimi Fratelli e Sorelle!:

»“Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più” (Rm 6, 8-9). Ci avviciniamo al cuore della Settimana Santa e queste parole dell’Apostolo offrono alla nostra riflessione una guida densa e ricca di applicazioni.
»Carissimi professori e studenti di tante Università del mondo intero: il vostro consueto congresso UNIV a Roma è quest’anno segnato da una tonalità particolare per la recente scomparsa del vostro amatissimo Prelato, Mons. Alvaro del Portillo, che il Signore ha chiamato a Sé al termine d’una lunga e attiva esistenza. Mentre assicuro ancora una volta la mia preghiera per la sua anima, rinnovo al Vicario Generale, Mons. Javier Echevarría, che ringrazio per le parole poc’anzi rivoltemi, e all’intera Prelatura dell’Opus Dei, sentimenti di partecipe cordoglio e di affettuosa solidarietà.
»Sono imperscrutabili i disegni della divina Provvidenza, ma sempre ricchi di misericordia per quanti confidano nel Signore. Il tempo liturgico che stiamo vivendo ci aiuta a meglio capire il mistero dell’amore misericordioso di Cristo, mistero di salvezza e di vita per i credenti. A voi, pertanto, qui convenuti per rivivere nel cuore della cristianità, accanto a Pietro, la morte e risurrezione del Redentore, vorrei dire: nel raccoglimento interiore, lasciate che Gesù vi “prenda” e vi immerga nel suo dolore, nella sua morte, nella sua infinita carità. Vivete, nell’incontro sacramentale con Cristo e intensificando l’orazione e la penitenza, il mistero eloquente della sua Passione e della sua morte. Egli vi unirà alla sua Risurrezione.
»Il pensiero corre ai luoghi della Terra Santa, a Gerusalemme, dove il Signore abbracciò con ineffabile trasporto la Croce. Nella recente Lettera alle famiglie ho ricordato l’affermazione di Pascal, secondo cui “Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo” (n. 22): non solo in quella terra, lacerata da tensioni e ancora intrisa di sangue, ma in tante aree del mondo, in tante persone, in tante famiglie, Gesù è oggi in agonia. E io vi auguro, carissimi, che nella vostra vita e, attraverso di voi, nella vostra famiglia e nei vostri amici, Gesù risorga e porti la vera pace.
»In questi giorni, il ricordo della Terra Santa è in voi legato anche alla persona di Mons. Alvaro del Portillo. Prima di chiamarlo a Sé, infatti, Iddio gli ha concesso di compiere un pellegrinaggio nei luoghi dove Gesù trascorse la propria vita terrena. Sono stati giorni di intensa preghiera che lo hanno unito strettamente a Cristo e quasi lo hanno preparato al definitivo incontro con la Santissima Trinità.
»Nel ricordo di questo “servitore buono e fedele”, e nello spirito della Settimana Santa, possa ciascuno di voi intensificare il suo impegno al servizio del Vangelo e diffondere l’annuncio della salvezza mediante la propria quotidiana testimonianza cristiana».

Al termine dell’Udienza, seguita con commossa partecipazione da tutti i presenti, il Santo Padre ha impartito la benedizione apostolica e si è trattenuto per salutare personalmente un gruppo di malati e una rappresentanza dei professori e degli studenti partecipanti all’UNIV.


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