Opus Dei. Bollettino RomanaBollettino della Prelatura della Santa Croce e Opus Dei

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18 • Gennaio - Giugno 1994 • Pagina 57
 
 
 
 •  ALVARO DEL PORTILLO, VESCOVO PRELATO DELL'OPUS DEI
 

Sante Messe di suffragio in tutto il mondo

Non è possibile offrire una panoramica completa delle Messe celebrate per il riposo eterno di Mons. Alvaro del Portillo. Oltre a quelle officiate nei Centri della Prelatura, come prescritto dal Diritto particolare dell’Opus Dei alla morte del Prelato, sono state centinaia le Messe offerte in chiese dei cinque continenti, con la partecipazione di decine di migliaia di persone.
In molti casi, gli Ordinari dei luoghi in cui l’Opus Dei svolge il proprio lavoro apostolico hanno voluto presiedere tali celebrazioni eucaristiche, in evidente segno di affetto nei confronti del Prelato scomparso e dei fedeli della Prelatura dell’Opus Dei.

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A Roma, oltre al solenne funerale in die depositionis celebrato nella Chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace, e alla solenne Messa di requiem nella Basilica di Sant’Eugenio a Valle Giulia, Mons. Javier Echevarría ha presieduto altre due concelebrazioni eucaristiche in suffragio di Mons. Alvaro del Portillo.
La prima ha avuto luogo il 15 aprile nella Basilica di Sant’Apollinare. Professori, alunni e personale non docente dell’Ateneo Romano della Santa Croce gremivano il tempio: in totale più di seicento persone che hanno testimoniato la propria gratitudine verso il fondatore e primo Gran Cancelliere di questo Centro universitario. Con Mons. Echevarría, hanno concelebrato le autorità accademiche presenti a Roma nell’occasione: il Rettore e il Vicerettore, i decani delle Facoltà di Diritto Canonico e Filosofia, il Segretario Generale, il Direttore degli Studi, il Vicedecano della Facoltà di Teologia e il Direttore degli Studi dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare, oltre a sei sacerdoti alunni (due in rappresentanza di ogni Facoltà) provenienti da Zaire, Filippine, Guatemala, Ecuador e Perù.
Nell’omelia, Mons. Echevarría ha ricordato come Mons. del Portillo dieci anni fa dette vita all’Ateneo Romano della Santa Croce, un’istituzione tanto desiderata dal Fondatore dell’Opus Dei. «Siamo stati testimoni privilegiati —ha detto tra l’altro— del suo premuroso incoraggiamento, della sua costante preghiera e del suo generoso sacrificio perché l’Ateneo Romano della Santa Croce fosse un efficace strumento al servizio della Chiesa universale e delle Chiese particolari, ai cui Pastori si sentiva legato da affetto fraterno. Solo adesso possiamo ringraziarlo ad alta voce, pubblicamente, attribuendogli un riconoscimento che gli spetta di giustizia».
Il 23 aprile, varie centinaia di fedeli della Prelatura si sono nuovamente riuniti per commemorare il trigesimo della morte del Prelato. Nell’omelia, Mons. Echevarría ha chiesto orazioni per l’eterno riposo dell’anima di Mons. del Portillo, «benché siamo convinti che Dio lo avrà già premiato con il Cielo per la sua fedeltà ininterrotta. Infatti egli è stato il figlio più fedele del nostro Fondatore, immagine viva del vir fidelis di cui parla la Sacra Scrittura (cfr. Prv 28, 20), sia durante i quarant’anni in cui è stato accanto a nostro Padre e lo ha aiutato nel governo dell’Opera, che nei diciannove anni in cui lo ha reso presente ai nostri occhi, portando su di sé con pace e allegria il peso —dolce e forte al tempo stesso— della guida dell’Opus Dei.
»Tuttavia —ha proseguito Mons. Echevarría—, sebbene il cuore, fermamente confermato dalla speranza nella misericordia divina, ci dica che il Padre gode già di Dio, dobbiamo continuare a pregare molto per lui. Solo così potremo contraccambiare, anche se in piccola misura, la sua costante sollecitudine per ciascuna e ciascuno di noi. In questo modo, fra l’altro, otterremo benefici immensi, perché —come vi ho detto fin dal primo momento— queste suppliche saranno orazioni d’andata e ritorno e ricadranno su di noi, come sta già succedendo in tutto il mondo, trasformate in una pioggia di grazie divine».
Mons. Echevarría ha concluso l’omelia riconoscendo il debito di gratitudine che i fedeli dell’Opus Dei hanno nei confronti del loro precedente Pastore. «Gli dobbiamo tanto —ha spiegato—, perciò amatelo molto, ricordatelo spesso. Nei diciannove anni di governo dell’Opus Dei ha seguito i passi del nostro Fondatore in modo così fedele e generoso da arrivare ad incarnare alla perfezione la paternità voluta da Dio in questa famiglia di figli suoi. La sua pietà verso il Signore e la Vergine Santissima, la sua prudenza nel governo, il suo amore e la sua obbedienza alla Chiesa e al Papa, il suo zelo per la salvezza delle anime, la sua fedeltà al nostro Fondatore e allo spirito dell’Opera, il suo affetto e la sua bontà nei confronti dei suoi figli, delle sue figlie e di tutti coloro che per qualsiasi motivo entravano in contatto con lui, apparivano evidenti. Innumerevoli persone di tutto il mondo ne hanno fornito testimonianza nel corso delle poche settimane trascorse dalla sua morte.
»Ve lo dico con tutta l’anima: non potremo mai saldare il debito di gratitudine che abbiamo contratto con il primo successore di nostro Padre. Perché nello stesso modo in cui ci ha insegnato, fin da giovane, a vivere la filiazione al Padre nell’Opera, così ci ha lasciato un esempio ammirevole di paternità, assunta in piena identificazione con il cuore e la mente del nostro Fondatore. Invoco la Trinità Beatissima affinché a tutti coloro che reggeranno l’Opus Dei nel futuro conceda la grazia di perpetuare fino alla fine dei secoli il modo in cui il primo successore di nostro Padre ha incarnato la paternità ricevuta dal nostro santo Fondatore».


EUROPA

Anche in numerose città dell’Italia si sono svolte Messe di suffragio per il Prelato dell’Opus Dei.
Il Card. Michele Giordano, Arcivescovo di Napoli, è stato il celebrante principale della solenne concelebrazione eucaristica tenutasi il 26 marzo nella cattedrale metropolitana. Con lui hanno offerto il Santo Sacrificio Mons. Serafino Sprovieri, Arcivescovo di Benevento; Mons. Agostino Vallini, Vicario generale e Vescovo ausiliare di Napoli, sacerdoti della diocesi e della Prelatura e alcuni canonici, tra i quali Mons. Max Thurian.
Nell’omelia, il Card. Giordano ha glossato il lemma episcopale di Mons. Alvaro del Portillo —regnare Christum volumus! : «un grido di amore e di speranza che riassume l’unica finalità e l’eroica dedizione di don Alvaro e del Beato Josemaría, che hanno speso tutta la loro vita al servizio della Chiesa e delle anime». Ha poi commentato alcuni passi dell’ultima lettera rivolta dal Prelato ai suoi figli dell’Opus Dei in occasione del suo 80º compleanno, incoraggiandoli a una fedeltà senza remore a Dio, alla Chiesa, alla vocazione ricevuta. Ed ha sottolineato la fedeltà di Mons. del Portillo: «Una fedeltà, oserei dire, “granitica”, grazie alla quale l’Opus Dei ha consolidato i propri apostolati; e l’intero corpo mistico di Cristo, la Chiesa, ha potuto godere e gioire per i nuovi frutti di grazie scaturiti dal Suo fecondo ministero pastorale».
Nella Basilica di Sant’Ambrogio di Milano la Messa di suffragio è stata celebrata sabato 26 marzo. Con il Vicario Sacerdote Segretario, Mons. Elia Acerbis, hanno concelebrato altri sacerdoti della Prelatura e della Curia arcidiocesana, fra i quali Mons. Gandini, addetto al culto divino. I partecipanti erano circa millecinquecento. All’inizio della cerimonia è stata data lettura del telegramma inviato dal Card. Carlo Maria Martini, Arcivescovo di Milano, al Vicario Regionale della Prelatura per l’Italia.
Altre Messe per l’anima del Prelato hanno avuto luogo a Trieste, Udine, Verona, Cosenza, Catania, Palermo, Firenze, ecc.

Il lavoro dell’Opus Dei in Svezia e negli altri paesi dell’Europa settentrionale è iniziato e si è sviluppato grazie all’impulso diretto di Mons. Alvaro del Portillo, che si è personalmente recato sul posto allo scopo di avviare le attività della Prelatura e successivamente vi è tornato spesso per incoraggiare i suoi figli, mantenere i contatti con le autorità ecclesiastiche e seguire da vicino lo sviluppo dell'apostolato. Quando il Signore lo ha chiamato a Sé, non era trascorso un anno dal suo ultimo viaggio pastorale, nel corso del quale, con una breve visita in Estonia, aveva posto le basi anche della futura presenza dell’Opus Dei nei Paesi Baltici.
La Messa in suffragio della sua anima si è tenuta martedì 12 aprile nella cattedrale di Stoccolma. Vi hanno preso parte circa trecento persone. Con Mons. Hubertus Brandenburg, Vescovo della città, hanno concelebrato Mons. Johannes L. Bernaldo, Vicario delegato della Prelatura, e altri nove sacerdoti.
Sulla gratitudine nei confronti del Prelato dell’Opus Dei si è intrattenuto il Vescovo di Stoccolma: «Lo ricordo con riconoscenza e venerazione —ha detto all’inizio della Messa—; era venuto in Svezia in varie occasioni ed è stato lui a stabilire che l’Opus Dei iniziasse la propria attività fra di noi, a Stoccolma, a beneficio della nostra diocesi. Ho dunque nei suoi confronti un chiaro debito di gratitudine».
Durante l’omelia, Mons. Brandenburg ha parlato dell’esempio offerto dal Prelato: «Nel ricordare questa sera il defunto Vescovo Prelato dell’Opus Dei, Alvaro del Portillo, vogliamo anche esprimere la nostra gratitudine a Dio, perché continua oggi a chiamare uomini esemplari al suo servizio; uomini che hanno il dono e la vocazione d’essere modello per altre persone, d’essere come un fratello maggiore nel cammino verso il Padre nostro che è nei Cieli».
Un’altra Messa di suffragio per il Prelato è stata celebrata a Malmöe, il 16 aprile.

In Finlandia la Messa è stata celebrata il 18 aprile, con la partecipazione di circa cento persone. Con Mons. Paul Verschuren, Vescovo di Helsinki e Presidente della Conferenza Episcopale dei Paesi Nordici, hanno concelebrato due sacerdoti della Prelatura e uno della diocesi.

In Danimarca, un sacerdote della Prelatura ha offerto il Santo Sacrificio in suffragio di Mons. del Portillo il 15 aprile, nella chiesa di Sant’Andrea di Copenhagen. Vi ha partecipato un gruppo di persone frequentanti le attività apostoliche dell’Opus Dei che si svolgono nella capitale danese, mediante viaggi periodici da Stoccolma.

La chiesa della Visitazione ha ospitato la Messa di suffragio tenutasi a Varsavia, capitale della Polonia. Era ancora vivo nei presenti il ricordo dell’incontro celebrato mesi fa nella Galleria Porczyskich, allorché Mons. del Portillo, durante il suo ultimo viaggio pastorale in questo Paese, si riunì con un folto gruppo di persone che frequentano i mezzi di formazione della Prelatura. Da dietro la grata che separa il tempio dalla clausura, anche le religiose dell’annesso monastero hanno voluto assistere alla Messa. Nell’omelia, il Rev. Dott. Stefan Moszoro, Vicario delegato, ha ricordato alcuni momenti dei diversi viaggi compiuti da Mons. del Portillo in Polonia.
Anche a Stettino, nella basilica cattedralizia di San Giacomo, è stata celebrata una Messa per il Prelato dell’Opus Dei, cui hanno assistito numerosi fedeli ed un nutrito gruppo di sacerdoti, diaconi e seminaristi della diocesi.

Sono state migliaia le persone che hanno preso parte in Spagna alle centinaia di Messe in suffragio di Mons. Alvaro del Portillo celebrate in tutto il Paese. In molti luoghi, le concelebrazioni eucaristiche sono state presiedute nelle cattedrali dai rispettivi Arcivescovi o Vescovi diocesani: a Madrid, Barcellona, Palencia, Toledo, Pamplona, Saragozza, Santiago di Compostella, Valencia, Siviglia, Jerez, Burgos, Lerida, Valladolid, Granada, Leon, Segovia, Barbastro, Lugo, Soria, Orense, Bilbao, Palma di Maiorca, Minorca, Murcia, Ibiza, ecc.
Riportiamo qui alcuni cenni relativi alle Messe presiedute da vari Arcivescovi.
La stampa madrilena è stata unanime nell’asserire che oltre diecimila fedeli erano convenuti alle sette di sera del 13 aprile alla solenne Messa in suffragio per l’anima del Prelato dell’Opus Dei, celebrata nella nuova cattedrale de La Almudena. Per i molti che fisicamente non sono potuti entrare nel tempio, è stato celebrato il Santo Sacrificio nella cripta. La Messa è stata concelebrata da trentacinque sacerdoti. Presiedeva l’Arcivescovo di Madrid, Card. Angel Suquía; al suo fianco, il Nunzio Apostolico in Spagna, Mons. Mario Tagliaferri; l’Arcivescovo castrense, Mons. José Manuel Estepa; il Vicario Regionale dell’Opus Dei, Mons. Tomás Gutiérrez; i due Vicari delegati della Prelatura per la zona centrale della Spagna, oltre ad alcuni sacerdoti della Prelatura e del Capitolo cattedralizio madrileno.
Nell’omelia il Card. Suquía ha osservato: «Noi, che abbiamo conosciuto e frequentato don Alvaro, abbiamo percepito in lui quell’affabilità di spirito che è segno di mansuetudine. Ha frequentato la scuola del Signore, cosciente che soltanto in essa s’impara la santità cristiana». Il Cardinale ha chiesto al Signore «di mandare nella sua Chiesa molti uomini capaci di servirla con la stessa dedizione e la stessa generosità di don Alvaro». Ricordando l’Anno Internazionale della famiglia, il porporato ha affermato che «la catechesi familiare promossa con tanto impegno da don Alvaro del Portillo deve fare della famiglia l’obiettivo prioritario di tutte le forze vive della nostra Chiesa diocesana».
Nella chiesa di Santiago, a Toledo, l’Arcivescovo e Primate di Spagna, Card. Marcelo González Martín, ha concelebrato la Santa Messa con uno dei Vicari delegati dell’Opus Dei a Madrid, il Rev. Dott. José Benito Cabaniña; con il decano della cattedrale, il rettore del seminario arcidiocesano ed altri sacerdoti. Il Cardinale ha messo in risalto le virtù del defunto Prelato, e ha rilevato che l’Opus Dei ha fatto «un passo da gigante nella Chiesa», grazie alla sua fedeltà ai doni ricevuti dal Signore: servizio insigne a Dio e alla Chiesa; servizio immenso al mondo; e difesa della dignità umana, lontano dalle ambizioni di piacere e di potere.
Appena conosciuta la notizia della morte del Prelato, l’Arcivescovo di Barcellona, Mons. Ricard Maria Carles, si è offerto di presiedere una solenne Messa ed ha subito inviato ai mezzi di comunicazione un affettuoso comunicato su Mons. del Portillo. «La sua morte improvvisa è stata come quella del Beato Josemaría Escrivá. Hanno vissuto molto uniti e sono morti in modo simile. È stato il suo braccio destro, discepolo, compagno fedele agli inizi e nella crescita dell’Opera. Venerdì prossimo, se Dio vuole, all’una, ci riuniremo a Santa Maria del Mar, dove presiederò il funerale e pregheremo per lui, per l’Opera, per la Chiesa e perché Dio conceda alla Prelatura un successore degno dei suoi predecessori, per il bene della Chiesa».
Il 25 marzo la chiesa più capiente di Barcellona era gremita di fedeli. Con l’Arcivescovo hanno concelebrato il Vescovo ausiliare, Mons. Jaume Traserra; il Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Manuel Dacal; membri del Capitolo, della Curia diocesana e della Prelatura, per un totale di quaranta sacerdoti. Mons. Carles ha iniziato l’omelia affermando che al Prelato «piacerà vedere dal Cielo che questa Messa per la sua anima si celebra in un giorno dedicato alla Madonna —la festa dell’Annunciazione— e in una chiesa di Santa Maria». Dopo aver ricordato che Mons. Alvaro del Portillo è stato la persona più vicina al Beato Josemaría, ha fatto riferimento a tre parole della Santissima Vergine, raccolte nella Sacra Scrittura: Ecce..., Fiat..., Magnificat... ; tre parole, ha detto, che servono anche per riassumere la vita del Prelato dell’Opus Dei: la sua vocazione, l’accettazione della Volontà divina e il desiderio di indirizzare ogni cosa alla gloria di Dio. Ha ricordato che fin da giovane Mons. del Portillo aveva percepito la chiamata divina e si era immediatamente donato al Signore per tutta la vita. L’Arcivescovo di Barcellona ha sottolineato anche la virtù della fedeltà, così caratteristica del defunto Prelato; poi, rivolgendosi alle migliaia di fedeli che lo ascoltavano, ha aggiunto: «Non fermatevi mai. Non pensate mai di essere a posto davanti a Dio. Non abbassate mai il livello delle vostre ambizioni di santità. Continuate ad estendere il Regno di Dio. Per Dio non c’è niente d’impossibile. Non confondete il non posso con è impossibile. Dio può tutto». «Voi membri dell’Opera —ha concluso— avete ora due radici molto forti nel Cielo: il Beato Josemaría e don Alvaro».
Nella Basilica del Pilar di Saragozza, gremita di fedeli, la Santa Messa è stata officiata da Mons. Carmelo Borobia, Vescovo ausiliare, per incarico dell’Arcivescovo della diocesi e Presidente della Conferenza Episcopale spagnola, Mons. Elías Yanes, che partecipava quel giorno a Bruxelles ad una riunione della Conferenza Episcopale europea. Mons. Borobia ha ricordato del Prelato dell’Opus Dei specialmente quelle caratteristiche che distinguono sempre «l’uomo di orazione e di virtù».
Nella Cattedrale di Valencia, la Santa Messa è stata celebrata il 24 marzo. Con Mons. Agustín García-Gasco, Arcivescovo della città, hanno concelebrato Mons. Rafael Sanus, Vescovo ausiliare, il Rev. Dott. Pablo Cabellos, Vicario delegato della Prelatura, numerosi sacerdoti diocesani e dell’Opus Dei, nonché i superiori di alcuni Ordini religiosi. Nel tempio si erano assiepate migliaia di fedeli. Nell’omelia, l’Arcivescovo ha detto fra l’altro: «Ho voluto celebrare questa Eucaristia per affetto fraterno con il fratello Vescovo defunto e perché vorrei farvi sentire, con tutte le forze dell’anima, la vicinanza, il calore e l’amore dell’Arcivescovo della diocesi in questi momenti di dolore per voi e per me, così come ha fatto il Santo Padre, andando a pregare ieri sera davanti alle spoglie mortali di questo figlio diletto, “servo buono e fedele”». Evidenziando la fedeltà che ha caratterizzato Mons. Alvaro del Portillo, l’Arcivescovo ha chiesto per i numerosi membri, amici e Cooperatori dell’Opus Dei presenti alla Messa «lo stesso senso di lealtà e di fedeltà nel servire il Signore, la Chiesa e le anime, in quella porzione del popolo di Dio che è l’Opus Dei».
Ancora una volta, la Palestra dell’Università di Navarra si è trasformata nella navata di una grande chiesa per accogliere, il 26 marzo, tutti coloro che desideravano assistere alla Messa in suffragio di Mons. del Portillo. Poiché non erano ancora state interrotte le attività accademiche per la Settimana Santa, la maggior parte degli studenti si trovava ancora a Pamplona; molti di loro hanno voluto dimostrare con la propria presenza la gratitudine di tutti gli alunni verso colui che fu Gran Cancelliere dell’Università. Negli spalti e sul campo hanno preso posto cinquemila persone: alunni, professori, laureati e impiegati dell’Università, numerose famiglie. Nelle prime file si trovavano le autorità accademiche e civili: il Consiglio Direttivo dell’Università, con il Rettore, Prof. Alejandro Llano; il Presidente del Governo Regionale di Navarra, Juan Cruz Alli; i Consiglieri della Sanità e dell’Educazione; il sindaco di Pamplona, Alfredo Jaime, accompagnato da vari consiglieri, ed il vicepresidente del Parlamento regionale, Javier Gómara.
Ha presieduto la concelebrazione l’Arcivescovo di Pamplona, Mons. Fernando Sebastián, e con lui hanno concelebrato altri venti sacerdoti: il Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Pedro Alvarez de Toledo; gli Abati di Leyre e de la Oliva, Rev. PP. Luis María Pérez e Francisco Sánchez; il Vicario generale della diocesi, il Rettore del Seminario diocesano, il Decano della cattedrale, e altri sacerdoti del clero secolare e religioso. Un coro di studenti ha eseguito i canti liturgici. All’inizio della celebrazione il Vicario delegato ha rivolto alcune parole di saluto dapprima alle autorità navarre, «che con la loro presenza testimoniano la stretta unione del Gran Cancelliere dell’Università con le istituzioni della nostra terra: molte volte ho visto come pregava per le autorità e l’affetto che nutriva per loro». Poi ha ricordato l’ultimo soggiorno di Mons. del Portillo a Pamplona, alla fine di gennaio, quando aveva conferito alcuni dottorati honoris causa.
Nell’omelia, Mons. Sebastián ha ricordato con grande affetto il Prelato dell’Opus Dei, che egli ebbe modo di conoscere e frequentare durante alcune Assemblee del Sinodo dei Vescovi a Roma e in occasione dei viaggi di Mons. del Portillo a Pamplona. Poi l’Arcivescovo ha raccontato un episodio significativo: «Quando gli ho voluto restituire la sua prima visita avvicinandomi personalmente a salutarlo, non lo ha consentito. Ha voluto venire lui a casa mia per esprimere il rispetto e l’affetto che nutriva per la figura del Vescovo della Chiesa locale». «Durante i diversi incontri —ha aggiunto— ho percepito con sempre maggior forza e chiarezza la testimonianza involontaria della sua profonda pietà, della grande bontà, del sincero amore ecclesiale. Emanava semplicità, bontà, trasparenza».
Il 26 marzo, nella cattedrale metropolitana, l’Arcivescovo di Santiago di Compostella, Mons. Antonio Rouco, ha concelebrato il Santo Sacrificio con il Rev. Dott. Emilio Forte, Vicario delegato della Prelatura, con un gruppo di canonici e con i Superiori di alcuni Ordini religiosi, per un totale di trenta sacerdoti. L’Arcivescovo ha detto nell’omelia che la vita di Mons. del Portillo può così riassumersi: «ha servito la Chiesa sempre. La sua biografia, anche considerata solo dal punto di vista dell’attività dispiegata all’esterno, ci conduce ad una sola conclusione: ha speso tutte le sue energie al servizio della Chiesa». «Quando gli è toccato di prendersi carico dell’Opus Dei —ha aggiunto—, che dal punto di vista canonico o giuridico stava arrivando alla piena maturità ecclesiale, ha portato a compimento questo impegno (...). Ciò che il Concilio aveva previsto circa la figura delle Prelature e la loro funzione nella Chiesa, e ciò che poi il Codice di Diritto Canonico avrebbe stabilito, è divenuto realtà nell’Opus Dei grazie all’impegno personale e alla fedeltà di Mons. Alvaro del Portillo».
L’Arcivescovo di Siviglia, Mons. Carlos Amigo, ha sottolineato nella sua omelia come il Prelato dell’Opus Dei abbia dovuto affrontare «momenti difficili (...), incomprensioni su ciò che la presenza dell’Opus Dei significa nella Chiesa e nel mondo. Ma la croce è diventata gioia nel contemplare colui che gli è stato compagno, amico, guida e Fondatore, il Beato Josemaría Escrivá, nella gloria degli altari».
A Valladolid, l’Arcivescovo, Mons. José Delicado Baeza, si è soffermato sugli ultimi giorni di vita del Prelato dell’Opus Dei: «pellegrinaggio in Terra Santa e ritorno a Roma: ecco l’ultima tappa del suo viaggio terreno verso la Gerusalemme celeste. Terra Santa, Roma, Gerusalemme celeste, costituiscono un percorso fortemente simbolico... In questa successione e nel cammino dell’Opus Dei si rivela ai nostri occhi il dispiegarsi di un processo ricco di significati: come Gesù ricorda nel Vangelo chi vede me, vede il Padre, in modo analogo e distante, certo, potremmo dire che l’immagine del Fondatore si rifletteva adeguatamente nel suo successore, in Mons. Alvaro del Portillo, a tal punto che in lui si può riconoscere lo specchio dello specchio —speculum speculi—, perché nella sua umile docilità ha promosso la continuità in perfetta fedeltà di spirito al carisma fondazionale dell’Opera».
Circa duemila fedeli hanno gremito la cattedrale di Granada in occasione della solenne Messa, concelebrata dall’Arcivescovo, Mons. José Méndez, insieme con altri sacerdoti. L’Arcivescovo, dopo aver sottolineato che Mons. del Portillo «è stato un uomo fecondo per la Chiesa grazie alla sua fedeltà», ha dichiarato: «egli ci dà questa bella lezione: tradurre la fede in Dio Padre nel compimento di uno stile pieno di bontà, di delicatezza, di vicinanza agli uomini».

Colonia, Münster, Monaco, Francoforte, Essen, Amburgo, Osnabrück, Treviri, Hannover, Aquisgrana, Berlino, Saarbrücken... sono alcune delle città della Germania in cui hanno avuto luogo delle Messe di suffragio per il riposo eterno di Mons. Alvaro del Portillo. In alcune di esse la concelebrazione eucaristica è stata presieduta dai rispettivi Ordinari locali o dai loro delegati.
A Colonia, nella chiesa di San Pantaleone, la Santa Messa si è tenuta il 31 marzo. Poiché l’Arcivescovo della città, Card. Joachim Meissner, era impossibilitato ad intervenire, ha presieduto il Vescovo ausiliare, Mons. Augustinus Frotz. Con lui hanno offerto il Santo Sacrificio Mons. Cesar Ortiz, Vicario Regionale della Prelatura, e il parroco, Rev. Dott. Peter von Steinitz. Nel presbiterio hanno preso posto anche un altro dei Vescovi ausiliari, Mons. Joseph Plöger, un rappresentante del capitolo cattedralizio e un nutrito gruppo di sacerdoti diocesani e della Prelatura. La chiesa era completamente gremita.
Nell’omelia, dopo aver tracciato un breve profilo del defunto Prelato dell’Opus Dei soffermandosi soprattutto sul suo importante contributo ai lavori del Concilio Vaticano II, Mons. Frotz ha glossato la lealtà di Mons. del Portillo, virtù da proporre oggi con particolare vigore a tutti i cristiani. «Non è facile essere sincero, essere fedele, mantenere la parola data, anche la solenne promessa fatta con intenzione sincera e pronunciata liberamente e pubblicamente», ha detto il celebrante. «Tuttavia, la fedeltà edifica, mentre l’infedeltà distrugge. Felice l’uomo che lo riconosce. Il Vescovo Alvaro ha confidato nell’aiuto divino; non solo ha pregato per mantenere personalmente la fedeltà e per crescere in essa, ma ha condotto tutti i fedeli dell’Opus Dei su questa medesima via». In questo modo, ha concluso Mons. Frotz riferendosi allo sviluppo dell’Opus Dei negli anni in cui Mons. del Portillo ne è stato il Prelato, «il Vescovo Alvaro ha potuto sperimentare la benedizione che reca con sé la pietà autentica».
A Münster, la Messa di suffragio ha avuto luogo il 12 aprile, nella chiesa di Sant’Egidio. L’ha celebrata il Vescovo della diocesi, Mons. Reinhard Lettmann, che nell’omelia ha evidenziato la fedeltà e la gioia del Prelato dell’Opus Dei. «Chi si mantiene fedele alla chiamata di Dio diventa un uomo fiducioso e a cui spontaneamente si rivolge la fiducia di tutti (...). Quando notiamo che qualcuno ha fiducia in noi, quando ci sostiene la fiducia in Dio e negli altri uomini, acquistiamo fiducia anche in noi stessi e possiamo a nostra volta offrire fiducia ad altri. Uno di questi uomini di fiducia è stato Alvaro del Portillo», il cui impegno è stato sempre «di aiutare molte persone ad offrire con sollecitudine un servizio apostolico a Dio e a suo Figlio Gesù Cristo, dando testimonianza di Cristo nella vita quotidiana, nella professione e nel lavoro, che così si trasforma in strumento di santificazione».
La chiesa dello Spirito Santo è stata il luogo scelto per la Santa Messa celebrata a Monaco il 15 aprile. Alla presenza di oltre trecento fedeli, il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. Cesar Ortiz, ha concelebrato il Santo Sacrificio con il parroco ed altri sacerdoti. Fra le altre personalità, ha assistito alla Messa Mons. Platon Kornyljak, Esarca della Chiesa cattolica di rito ucraino.
Ad Aquisgrana, la Messa è stata celebrata nella Pfarrkirch Herz Jesu, la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. I partecipanti avevano ricevuto all’entrata un’immaginetta commemorativa recante una riproduzione della Madonna di Milano, la preziosa immagine venerata nella Cattedrale di Colonia, davanti alla quale il Prelato dell’Opus Dei si è soffermato spesso in preghiera nel corso dei suoi viaggi in Germania. Sull’altro lato, una fotografia ed una breve biografia del defunto Prelato.

Varie Messe sono state offerte in Francia per Mons. del Portillo. A Parigi, nella parrocchia di Saint-Honoré d’Eylau, hanno concelebrato il 26 marzo Mons. André Vingt-Trois, Vescovo ausiliare di Parigi; il Rev. Dott. Augustin Romero, Vicario Regionale della Francia; il Rev. Jean Michel di Falco, segretario aggiunto della Conferenza Episcopale e portavoce dell’episcopato francese, con altri sacerdoti. Alla presenza di circa mille fedeli, è stata data lettura della lettera indirizzata dall’Arcivescovo di Parigi, Card. Jean-Marie Lustiger, al Vicario dell’Opus Dei per la Francia.
Anche in altre città francesi si sono tenute solenni Messe in suffragio del Prelato dell’Opus Dei: Marsiglia, Grenoble, Lione, Tolosa, Aix-en-Provence, Bordeaux, Strasburgo, Nizza, Rennes, Reims, Tolone, Tours... In alcune di esse è stato letto il messaggio inviato dal Vescovo diocesano per esprimere il proprio dolore per la scomparsa di Mons. del Portillo e la propria unione nella preghiera con i membri della Prelatura.

Il Vescovo di Monaco, Mons. Joseph Sardou, ha pure offerto una Messa per l’eterno riposo del Prelato.

In Olanda sono state celebrate solenni Messe nella Chiesa di Onze Lieve Vrouw, al Keizersgracht di Amsterdam, il 7 aprile; nella parrocchia di San Gerardo Maiella di Utrecht, il 6 aprile; e nella parrocchia di San Uberto di Maastricht, il 7 aprile. In totale vi hanno preso parte cinquecento persone circa. Molti Vescovi hanno inviato sentiti messaggi di cordoglio.

Nella chiesa di São João de Brito, di Lisbona, il Vicario Regionale della Prelatura in Portogallo, Mons. Antonio Barbosa, ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica in suffragio del Prelato. Essa ha avuto luogo il 26 marzo, e vi hanno partecipato circa millecinquecento persone.
Altre Messe in memoriam sono state celebrate a Oporto, Braga e Viseu. A Fatima, nella cappella edificata sul luogo delle apparizioni, il Vescovo emerito, Mons. Alberto Costa do Amaral, ha concelebrato il Santo Sacrificio con altri sacerdoti. Nell’omelia, Mons. Costa do Amaral ha ricordato la devozione con cui Mons. del Portillo si recò spesso in pellegrinaggio a Fatima, dapprima in compagnia del Fondatore dell’Opus Dei e poi come suo successore.

In Belgio, il 26 marzo, nella cattedrale di Bruxelles, hanno concelebrato il Santo Sacrificio il Vicario delegato, Rev. Dott. Manuel Cabello, ed altri sacerdoti della Prelatura. All’inizio della Messa il parroco della cattedrale, a nome del Card. Daneels, Arcivescovo di Malines-Bruxelles, ha pronunciato alcune commosse parole in commemorazione del defunto.

Anche in Svizzera sono state offerte Messe per il Prelato dell’Opus Dei. Nella Liebfrauenkirche di Zurigo la cerimonia ha avuto luogo il 29 marzo. Con il Vicario delegato, Mons. Augustin L. Kindler, hanno concelebrato Mons. Peter Henrici, S.J., Vescovo ausiliare di Coira e Vicario generale di Zurigo, e cinque sacerdoti della Prelatura. Ha pronunciato l’omelia il Rev. Dott. Peter Rutz; al termine della Eucaristia il Vescovo ausiliare ha rinnovato le condoglianze espresse in precedenza in una lettera.
Altre Messe sono state celebrate nella parrocchia di Crist-Roi di Friburgo; nella cappella Mon-Gré di Losanna e nella parrocchia di San Nicola di Flue di Ginevra.

In varie città della Gran Bretagna è stato offerto il Santo Sacrificio in suffragio di Mons. Alvaro del Portillo. A Londra ha avuto luogo il 26 marzo nella St. James’s Church. Con il Vicario Regionale, Mons. Philip Sherrington, hanno concelebrato altri sacerdoti della diocesi e della Prelatura. Alle settecento persone che riempivano il tempio, Mons. Sherrington ha commentato tra l’altro la facilità con cui il defunto Prelato sapeva esporre lo spirito dell’Opus Dei dinanzi a uditori molto variegati, riuscendo a far pervenire il messaggio del Beato Josemaría a persone di ogni tipo.
Il 26 marzo, la cattedrale di Glasgow, in Scozia, era gremita di fedeli. Nell’omelia, il Rev. Dott. Richard Stork ha ricordato il soggiorno del Prelato nella città, alcuni anni fa, e la sua visita alla cattedrale, dove si è raccolto in preghiera davanti all’altare della Madonna. Quel viaggio di Mons. del Portillo a Glasgow costituì un importante punto di riferimento per lo sviluppo delle attività apostoliche dei membri della Prelatura in Scozia.
A Manchester, sempre il 26 marzo, la Santa Messa è stata celebrata nella Holy Name Church.

Il Nunzio Apostolico in Austria, Mons. Donato Squicciarini, ha concelebrato il Santo Sacrificio con il Vicario Regionale, Mons. Ernst Burckhart, ed altri sacerdoti della Prelatura, nella Karlskirche di Vienna, il 26 marzo. Vi ha preso parte un gran numero di fedeli in contatto con il lavoro apostolico dell’Opus Dei sia nella capitale che in altre città dell’Austria, dell’Ungheria, della Slovacchia e della Republica Ceca. Molti avevano conosciuto Mons. del Portillo lo scorso mese d’ottobre, in occasione di un suo viaggio pastorale in vari paesi del Centroeuropa. L’omelia è stata predicata dal Vicario Regionale, che ha reso grazie a Dio per aver concesso all’Opus Dei un Prelato così ricco di virtù come Mons. Alvaro del Portillo. Ha ricordato alcune delle grazie con cui il Signore ha benedetto la Prelatura negli anni passati ed ha concluso invocando per tutti un rinnovato impulso apostolico.
All’inizio della Santa Messa, il Nunzio Apostolico ha rivolto alcune parole ai fedeli, mettendo in risalto l’amore operativo del defunto Prelato per la Chiesa e per il Papa, sull’esempio del Beato Josemaría, e ha invitato i presenti a proseguire su questo stesso cammino, diffondendo con audacia il messaggio del Vangelo.

In Lussemburgo, nella cripta della cattedrale, la Messa di suffragio è stata celebrata il 16 aprile. Vi hanno partecipato membri dell’Opera e Cooperatori residenti nel Granducato.

In Irlanda, nella Church of the Guardian Angels di Dublino, il 26 marzo è stata celebrata una solenne Messa di suffragio, cui ha assistito dal presbiterio l’Arcivescovo, Mons. Desmond Connell, con la partecipazione di quasi mille persone. Al termine del rito, l’Arcivescovo si è avvicinato all’ambone ed ha diretto la recita dell’Angelus. Poi ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del Prelato dell’Opus Dei ed ha incoraggiato i membri della Prelatura a servire la Chiesa con la stessa lealtà con cui lo ha fatto Mons. del Portillo. Nel congedarsi ha voluto congratularsi per la nutrita partecipazione di fedeli, segno tangibile della fecondità apostolica con cui il Signore ha benedetto l’impegno pastorale del defunto Prelato.
Sono stati offerti suffragi anche a Galway, Cork e Limerick.

ASIA

Nella chiesa parrocchiale di Shukugawa, località vicina ad Ashiya, sabato 9 aprile ha avuto luogo una concelebrazione eucaristica presieduta dal Vicario Regionale della Prelatura in Giappone, Mons. Joseph R. Madurga. L’Arcivescovo di Osaka, Mons. Hisao Yasuda, non avendo potuto prendere parte alla cerimonia, ha inviato un telegramma di condoglianze e ha chiesto che ne fosse data lettura durante la Messa.
Nell’omelia Mons. Soichiro Nitta, commentando la lode evangelica al «servo buono e fedele», fatta propria dal Papa nel telegramma del 23 marzo, si è reso interprete dei sentimenti da cui erano accomunati gli oltre quattrocento fedeli presenti alla Messa: dolore per la morte di un vero padre e fiducia nella sua intercessione dinanzi a Dio.
Lunedì 18 aprile, l’Arcivescovo di Nagasaki e Presidente della Conferenza Episcopale giapponese, Mons. Kaname Shimamoto, ha presieduto la celebrazione della Messa di suffragio. Il rito ha avuto luogo nella parrocchia di Motohara e vi hanno preso parte circa settecento persone, più della metà non cristiani. La presenza di tanti non cristiani, che palesavano un sincero affetto per la persona del Prelato, è dovuta al profondo lavoro apostolico svolto a Nagasaki dai membri della Prelatura ed iniziato nel 1975 sotto la spinta dello stesso Mons. Alvaro del Portillo; ad esso si devono, fra l’altro, centri scolastici d’insegnamento elementare e medio, divenuti punto di riferimento di evangelizzazione per un gran numero di famiglie non cristiane.
Mons. Shimamoto ha ricordato nell’omelia i propri incontri a Roma con Mons. del Portillo, che ha descritto come «un Vescovo dallo zelo infuocato». Sottolineando la «grande stima professata da Sua Santità Giovanni Paolo II verso Mons. del Portillo», egli ha voluto leggere il testo del telegramma dettato dal Santo Padre alla notizia della morte del Prelato. Inoltre, commentando il brano evangelico scelto per la Liturgia della Parola, Mons. Shimamoto ha rilevato come la parabola del chicco di grano che cade in terra e produce molto frutto si sia compiuta alla lettera nella vita del Prelato dell’Opus Dei: «Egli ha offerto la vita a Dio e al servizio di tutte le anime. Donazione totale. Offerta totale di sé. Ha donato tutto: tutte le potenze, tutta la forza fisica, tutto il tempo, senza risparmio. La vita di donazione di questo Vescovo, questo spogliarsi di se stesso, ha reso possibile che l’Opus Dei sia conosciuto in tutto il mondo e si sviluppi ogni giorno di più».
Hanno concelebrato con l’Arcivescovo tre sacerdoti della Prelatura e due parroci della città.

La Messa di suffragio per il Prelato a Hong Kong è stata celebrata il 29 marzo nella cattedrale dell’Immacolata Concezione, alla presenza di duecentocinquanta persone. Quattro sacerdoti erano disponibili per amministrare il sacramento della Penitenza un’ora prima dell’inizio della cerimonia. L’Arcivescovo di Hong Kong, Card. John Baptist Wu Cheng-chung, ha inviato un messaggio di cordoglio.

A Macao il Santo Sacrificio per il Prelato dell’Opus Dei è stato offerto il 29 marzo in St. Lazarus Church. Con il Vicario generale della diocesi, Mons. Cláudio Maria Lo, hanno concelebrato due sacerdoti della Prelatura.

Nella cattedrale di Manila, capitale delle Isole Filippine, sono state celebrate due solenni Messe per il Prelato dell’Opus Dei il 26 marzo, una alle otto del mattino e l’altra alle due del pomeriggio. Nella prima, l’Arcivescovo di Manila, Card. Jaime L. Sin, ha concelebrato con il Rev. Dott. Ramón López-Mondéjar, Vicario Regionale della Prelatura, con il Segretario della Nunziatura, Mons. Gallagher, in rappresentanza del Nunzio, e alcuni sacerdoti dell’arcidiocesi e della Prelatura. Duemilacinquecento fedeli gremivano il tempio. Al termine della Messa, il Card. Sin ha rivolto alcune parole ai presenti. Dopo aver assicurato che l’arcidiocesi di Manila e la Chiesa che è nelle Filippine si uniscono al dolore e alla preghiera dei fedeli della Prelatura dell’Opus Dei, ha concluso: «Preghiamo per l’eterno riposo della sua anima. Oltre a questo, però, desidero confidarvi che io prego lui, perché sono sicuro che si trova con Dio nella gloria».
Nel pomeriggio di quello stesso giorno, con il Vicario Regionale hanno concelebrato Mons. Pedrosa e alcuni sacerdoti della Prelatura. Anche per questa Messa la cattedrale era traboccante di fedeli.
Il 28 marzo, nella cappella del Center for Research and Communication (CRC), è stata celebrata un’altra Messa di suffragio, a cui hanno partecipato alunni, professori e personale non docente del CRC.
Anche in altre città dell’arcipelago filippino hanno avuto luogo celebrazioni liturgiche in memoria di Mons. Alvaro del Portillo. A Cebu City, il 26 marzo, nella chiesa di Our Lady of the Sacred Heart, con l’Arcivescovo della città, Mons. Manuel Salvador, hanno concelebrato vari sacerdoti della diocesi e della Prelatura. Prima della benedizione finale l’Arcivescovo, prendendo la parola anche a nome del Card. Ricardo J. Vidal, Arcivescovo emerito di Cebu, ha ricordato con toni di sincera commozione, di avere imposto le mani al Prelato dell’Opus Dei durante l’ordinazione episcopale compiuta a Roma da Giovanni Paolo II, ed ha aggiunto: «Consideriamo, con il Fondatore dell’Opus Dei, il Beato Josemaría Escrivá, e adesso con il Vescovo Alvaro, di avere due intercessori nel Cielo. Essi continueranno a pregare per noi. In particolare, Mons. del Portillo continuerà a pregare come quando è venuto a visitare i membri dell’Opus Dei nell’arcidiocesi di Cebu ed ha progettato la vasta proiezione sociale dell’apostolato dell’Opera nella nostra arcidiocesi».
A Iloilo City, l’11 aprile, l’Arcivescovo Mons. Alberto Piamonte è stato il celebrante principale della Messa, cui hanno preso parte seicento fedeli. Mons. Camilo Gregorio, Vescovo di Bacolod City, ha concelebrato con altri sacerdoti l’11 aprile. Altre Messe hanno avuto luogo ad Angeles City, Calamba, San Pablo e Lipa.
In totale, quasi novemila fedeli hanno partecipato nelle Isole Filippine a queste Messe per Mons. Alvaro del Portillo.

Nella capitale di Taiwan, Mons. Joseph Ti-Kang, Arcivescovo di Taipei, ha concelebrato la Santa Messa il 26 marzo in Our Savior’s Church. Con lui hanno offerto il Santo Sacrificio il Pro-Nunzio, Mons. Juliusz Janusz, e un sacerdote della Prelatura. Sia l’Arcivescovo che il Pro-Nunzio hanno rivolto alcune parole ai fedeli. Il primo ha parlato dell’Opus Dei, sottolineando la fedeltà di Mons. del Portillo allo spirito del Fondatore; il secondo ha letto il telegramma del Papa e ha riferito la sua esperienza personale sul lavoro apostolico della Prelatura, che aveva conosciuto in Germania e in Olanda.

A Singapore, la celebrazione eucaristica in suffragio del Prelato dell’Opus Dei si è tenuta il 14 aprile. Con l’Arcivescovo, Mons. Gregory Yong, hanno concelebrato vari sacerdoti della diocesi e della Prelatura. All’inizio, l’Arcivescovo ha ricordato la figura di Mons. del Portillo, che aveva avuto modo di avvicinare sia a Singapore che a Roma.

In Malesia, il Vicario Regionale per le Filippine, Rev. Dott. Ramón López-Mondéjar, ha offerto la Santa Messa in suffragio del Prelato il 7 maggio. Hanno partecipato un folto gruppo di fedeli che ricevono formazione cristiana in occasione dei viaggi periodici compiuti da alcuni membri della Prelatura residenti a Singapore.

Anche in Israele, meta dell’ultimo viaggio apostolico di Mons. Alvaro del Portillo, sono state officiate alcune Messe in suffragio della sua anima. Una ha avuto luogo a Betlemme, sabato 26 marzo, e un’altra martedì 29 nella chiesa del Cenacolo di Gerusalemme. In entrambi i luoghi il Prelato dell’Opus Dei aveva celebrato durante il suo pellegrinaggio nei Luoghi Santi. Hanno partecipato circa settanta persone.

L’India è l’ultimo dei Paesi in cui la Prelatura dell’Opus Dei ha iniziato la propria attività apostolica. Una Messa per il Prelato è stata celebrata a Nuova Delhi. Anche Mons. Kuriakose Kunnacherry, Vescovo di Kotatayam, diocesi di rito siro-malabarese, ha offerto il Santo Sacrificio in suffragio di Mons. Alvaro del Portillo, che aveva conosciuto e frequentava da diversi anni.

AFRICA

Sabato 9 aprile ha avuto luogo la solenne Messa in suffragio del Prelato a Kinshasa, capitale dello Zaire. Nella cattedrale di Notre Dame de Lingwala, hanno concelebrato il Santo Sacrificio Mons. Faustino Sainz, Nunzio Apostolico in Zaire, Mons. Xavier Hervás, Vicario delegato della Prelatura, il Vicario generale dell’arcidiocesi, Mons. Daniel Nlandu, e altri due sacerdoti zairesi, l’Abbé Matenkadi e l’Abbé Kaobo.
La cerimonia è stata particolarmente sentita dai presenti: infatti, dopo aver personalmente promosso nel 1980 gli inizi dell’attività apostolica dell’Opus Dei nello Zaire, nell’agosto 1989 Mons. Alvaro del Portillo si era recato in viaggio pastorale a Kinshasa, dove si era incontrato con migliaia di fedeli. Nell’omelia, il Vicario delegato ha ricordato tante espressioni dell’affetto che il Prelato nutriva per questo Paese africano.
Prima di concludere la cerimonia, il Vicario generale dell’arcidiocesi ha rivolto alcune parole a nome del Card. Frédéric Etsou, in quel momento impegnato a Roma nell’Assembla Speciale del Sinodo dei Vescovi. Esprimendo il proprio dolore per la morte di Mons. del Portillo, egli ha voluto ringraziare i membri della Prelatura per il lavoro che svolgono a Kinshasa. Poi ha sottolineato la fedeltà di Mons. del Portillo alla Chiesa e ha concluso: «che la vita di Mons. del Portillo sia un esempio per tutti noi nel compimento del nostro lavoro».

Appena conosciuta la notizia della morte di Mons. del Portillo, l’Arcivescovo di Yaoundé, capitale del Camerun, Mons. Jean Zoa, ha espresso il desiderio di celebrare una Messa di requiem. E poiché era in procinto di partire, ha voluto che si tenesse proprio il 23 marzo, nella sede di uno dei Centri della Prelatura.
All’inizio, l’Arcivescovo ha detto: «Sono voluto venire a celebrare questa Messa con voi per diversi motivi: in primo luogo, perché Mons. Alvaro del Portillo è venuto qui in Camerun ed io l’ho potuto incontrare: desidero oggi manifestargli la mia gratitudine, poiché è stato lui ad accettare il nostro invito e a decidere l’inizio dell’attività dell’Opera nel nostro Paese. In secondo luogo perché ho avuto la gioia di poter pregare con lui, nella sua casa, davanti alla tomba del Fondatore, il Beato Josemaría Escrivá».
Mons. Zoa ha quindi ricordato il legame spìrituale che lo univa a Mons. del Portillo fin dai tempi del Concilio, dove lavorarono insieme e al quale il defunto Prelato dell’Opus Dei «offrì un contributo particolare». E ha concluso con queste parole: «Siamo qui anche per dire a lui, che ci ha appena lasciati, di intercedere per il mondo d’oggi, così come lo vede ormai in Dio. Egli aveva l’Africa nel cuore. Gli chiediamo di raccomandare a Dio il nostro destino; la nostra personale risposta alla vocazione; la salvezza di questa nostra Africa, cha suscita in noi tante inquietudini e preoccupazioni; la pace nel mondo, a favore della quale ha tanto lavorato; e, soprattutto, l’autenticità della corrispondenza dei cristiani al messaggio del Vangelo».
Il giorno successivo, nel corso di una riunione con i sacerdoti della diocesi, l’Arcivescovo ha comunicato ai presenti la notizia della morte del Prelato, chiedendo loro di unirsi al dolore e alle orazioni dei fedeli della Prelatura.
Lunedì 28 marzo, anniversario dell’ordinazione sacerdotale del Beato Josemaría, è stata celebrata un’altra Messa di suffragio, nella Chapelle St. Laurent, la chiesa più antica della città, alla presenza di un folto numero di fedeli e con l’intervento della Chorale Classique, diversi dei cui componenti partecipano alle attività formative della Prelatura.
Il Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Jean-Baptiste Ama, aveva programmato di visitare il Prelato dell’Opus Dei a Roma in occasione dell’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi dedicata all’Africa. Appresane la notizia della morte, egli ha assicurato che avrebbe offerto la Messa del giorno successivo in suffragio della sua anima.
Anche il Card. Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo di Douala, nel messaggio di cordoglio, ha ricordato con sincera commozione i propri contatti con il Prelato dell’Opus Dei. E tutti i Vescovi del Paese hanno espresso oralmente o per iscritto il proprio dolore per la scomparsa di Mons. Alvaro del Portillo ed hanno assicurato preghiere per la sua anima. Allo stesso tempo, come ha affermato Mons. Jacques De Bernon, Vescovo di Maroua-Mokolo, si dicevano convinti che adesso «il Padre li avrebbe aiutati ancora più efficacemente nel loro ministero».

In Costa d’Avorio il 28 marzo è stata celebrata una solenne Messa di suffragio nella cattedrale di Abidjan. Con l’Arcivescovo, Card. Bernard Yago, hanno concelebrato il Nunzio Apostolico, Mons. Janusz Bolonek, il Vicario delegato della Prelatura, Mons. Francisco Sánchez-Casas, l’Amministratore Apostolico della diocesi di Grand Bassam e numerosi sacerdoti della Prelatura e di diverse diocesi. Erano presenti duemila persone circa.
Insieme con parecchie personalità della vita civile e accademica, c’erano persone di condizione sociale molto diversa, fra cui una rappresentanza del villaggio di M’Batto Bouaké, situato a trenta chilometri da Abidjan, che ha ceduto un terreno per la costruzione di una casa di convegni della Prelatura. Mons. del Portillo era stato sul posto cinque anni fa, durante il viaggio pastorale in Costa d’Avorio, per benedire il luogo dove sarebbero sorti i futuri edifici. Quel giorno tutto il villaggio era accorso a salutarlo e a ricevere la sua benedizione. La notizia della sua morte è stata accolta con autentica costernazione. Il capo cristiano del villaggio ha detto: «Il Prelato dell’Opus Dei ci ha lasciato. Era un uomo buono e fedele, che ha dato tutta la vita al Signore, lo ha seguito da vicino, è andato a ripercorrere le sue orme a Gerusalemme ed ha celebrato l’ultima Messa nel Cenacolo. Ecco un uomo che, fedele al Signore, lo ha servito per tutta la vita, e il Signore lo ha chiamato a Sé. La sua morte ci dimostra che era un santo. Pregheremo per lui tutti questi giorni della Settimana Santa».
Ha partecipato a questa Messa anche un gruppo di persone del Burkina Faso che hanno costituito, per propria iniziativa, quello che chiamano Gruppo di preghiera del Beato Josemaría. Si sono commossi molto quando hanno saputo della morte del Prelato; alla fine della Messa hanno cantato nella propria lingua un inno in cui si dice che il nome di Mons. Alvaro del Portillo «è scritto nel libro della vita».
Il 30 marzo è stata celebrata una Messa anche nella Cattedrale di Yamoussoukro. Il Vescovo della diocesi, Mons. Bernard Agré, ha assistito al Santo Sacrificio dal presbiterio e al termine ha pronunciato alcune parole piene d’affetto nei confronti dell’Opus Dei e del defunto Prelato. Dopo aver affermato che il Beato Josemaría può essere considerato uno dei grandi profeti inviati da Dio nel nostro tempo, riferendosi a Mons. del Portillo, ha detto: «Io ho conosciuto personalmente il Prelato dell’Opus Dei e posso testimoniare che egli era davvero un uomo di Dio». In chiusura si è dichiarato convinto che la Chiesa, e in particolare la diocesi di Yamoussoukro, ha bisogno del lavoro apostolico dei fedeli della Prelatura e li ha incoraggiato a seguire l’esempio di Mons. del Portillo.
Erano presenti circa seicento persone. La cerimonia è stata accompagnata da canti in francese, latino e baoulé, la lingua locale.
In Kenya la Messa di suffragio ha avuto luogo a Nairobi nella Basilica della Sacra Famiglia, il 26 marzo alle sette e mezza di mattina. Millecinquecento persone hanno voluto testimoniare con la partecipazione al Santo Sacrificio la propria riconoscenza nei confronti di Mons. del Portillo. Il ricordo del viaggio pastorale compiuto dal Prelato in Kenya, nel 1989, è infatti ancora assai vivo nelle svariate migliaia di persone che parteciparono agli incontri con Mons. del Portillo. Basti per tutti un piccolo episodio: una signora di Mombasa non ha esistato a prendere un autobus di linea per percorrere i cinquecento chilometri che separano la sua città da Nairobi ed assistere così alla Messa. Diceva infatti: «È il minimo che posso fare per ringraziare dell’aiuto che sto ricevendo dall’Opus Dei».
Con il Card. Maurice Otunga hanno concelebrato Mons. Joseph Duran, Vicario delegato della Prelatura, il Rev. Dott. James Planell, Vicario Sacerdote Segretario, e altri sacerdoti. L’omelia è stata pronunciata da Mons. Duran.
Mons. Raphael S. Ndingi Mwana’a Nzeki, Vescovo di Nakuru; Mons. Silas Sylvius Njiru, Vescovo di Meru, e Mons. William Dunne, S.P.S., Vescovo di Kitui, hanno voluto a loro volta offrire Messe in suffragio del Prelato dell’Opus Dei. Altre celebrazioni eucaristiche sono state tenute nella cattedrale di Nairobi, a Eldoret, a Embu e nel Carmelo della capitale.

Il Nunzio Apostolico in Nigeria, Mons. Carlo Maria Viganò, è stato il concelebrante principale della Santa Messa offerta a Lagos il 9 aprile nella chiesa di St. Agnes. Con lui hanno concelebrato Mons. Albert Fashina, Vescovo di Ijebu-Ode, ed il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. Robert Lozano.
Alla fine della Messa, Mons. Viganò ha illustrato la figura di «questo grande uomo di Chiesa e amico personale» che è stato Mons. del Portillo, sottolineando la fedeltà con cui ha compiuto «il difficile mandato di primo successore del Fondatore, il Beato Josemaría Escrivá, con gran profitto per l’Opus Dei e per la Chiesa». Il Nunzio di Sua Santità ha anche evidenziato l’espansione impressa dal defunto Prelato all’attività apostolica dell’Opus Dei nei paesi dell’Europa Settentrionale e Centrale e nell’Estremo Oriente.
Ad Enugu il Vescovo della diocesi, Mons. Michael Ugwu Eneja, ha concelebrato il 13 aprile una solenne Messa nella chiesa di St. Michael assieme al Vicario generale, Mons. F. Opalaibekwe, e ad altri sacerdoti. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte quattrocento fedeli. Nel commentare il testo del telegramma del Santo Padre, Mons. Eneja ha sottolineato lo zelo sacerdotale ed episcopale del Prelato dell’Opus Dei, la sua continua ricerca della Volontà di Dio, l’abbandono alla Provvidenza divina e la fedeltà alla Chiesa e al Papa: «Si tratta di virtù molto importanti nel mondo moderno, quando tanti teologi insegnano le loro dottrine private e non la verità di Cristo, quando alcuni sembrano voler fondare la propria chiesa. Fedeltà al Santo Padre è fedeltà a Gesù Cristo, perché lui lo rappresenta (...). Non possiamo disobbedire al Santo Padre, dicendo che obbediamo a Gesù. Questo ci ha insegnato il Vescovo Alvaro».
Anche il Vescovo di Nsukka, Mons. Francis Okobo, ha celebrato una Messa per l’anima di Mons. del Portillo, il 23 aprile; vi ha preso parte un numeroso gruppo di fedeli. Altre Messe sono state tenute a Ibadan, Abeokuta, Umudioka, Aba e Owerri.

AMERICA SETTENTRIONALE

Anche nelle principali città del Canada sono state celebrate Messe di suffragio per il Prelato dell’Opus Dei.
A Montreal, il Vicario Regionale, Mons. Gregory Haddock, ha presieduto una concelebrazione eucaristica nella parrocchia di St. Ambroise, affidata ai sacerdoti della Prelatura.
A Toronto, la Messa si è tenuta nella chiesa di Santa Cecilia e vi hanno preso parte fedeli di tutta la regione metropolitana e di alcune città più lontane: molti dei presenti avevano incontrato il Prelato nel Centro di Congressi The Old Mill, nel corso del suo secondo viaggio pastorale in Canada, nel 1988. Il Santo Sacrificio è stato celebrato dal Rev. Dott. Joseph Soria, membro del Consiglio Regionale della Prelatura che per molti anni ha lavorato a Roma accanto al Fondatore dell’Opus Dei. Nell’omelia egli ha messo in risalto la fede di Mons. del Portillo, così come la serenità e la pace che irradiava attorno a sé.
Altre Messe sono state celebrate a Ottawa, Quebec, Vancouver e Calgary. Più di mille persone vi hanno partecipato.

Negli Stati Uniti, il Santo Sacrificio per il Prelato è stato offerto in città dell’est e dell’ovest, del nord e del sud: Chicago, San Francisco, Houston, St. Louis, New York, Washington, Los Angeles, Boston, Milwaukee, Ann Arbor (Michigan), Miami...
A Boston, l’Arcivescovo della città, Card. Bernard Law, ha celebrato la Santa Messa per Mons. del Portillo, cui era unito da una amicizia di lunga data, il 25 marzo nella chiesa parrocchiale di St. Aidan, completamente gremita dai fedeli. Nell’omelia, citando gli insegnamenti del Fondatore dell’Opus Dei e del suo primo successore, egli ha incoraggiato i presenti ad operare in completa disponibilità per l’apostolato. Nel commentare il brano evangelico della festa liturgica del giorno, l’Annunciazione, il Cardinale ha affermato: «Situandoci in questo passo del Vangelo, troviamo qualcuno accanto a noi: il Vescovo del Portillo. Sono stato suo ospite parecchie volte a Roma. Era un uomo straordinariamente cortese ed io ho sempre avuto la sensazione di trovarmi in famiglia quando stavo accanto a lui». Poi ha commentato alcuni passi della lettera pastorale scritta dal Prelato dell’Opus Dei ai fedeli della Prelatura pochi giorni prima del suo 80º compleanno ed ha commentato il suo costante appello alla fedeltà, il motivo più caratteristico nella predicazione di Mons. del Portillo. Infine ha chiesto ai presenti di pregare per le vocazioni sacerdotali nella diocesi.
Mons. Justin F. Rigali, Arcivescovo di St. Louis, ha offerto il Santo Sacrificio nella chiesa di Our Lady of Lourdes, il 28 marzo. Mons. Rigali, che aveva preso possesso della diocesi poche settimane prima, ha accolto con gratitudine la proposta di presiedere la concelebrazione eucaristica in suffragio del Prelato dell’Opus Dei, da lui conosciuto di persona negli anni del suo soggiorno a Roma. E nell’omelia si è riferito proprio a tre delle occasioni in cui si era incontrato con Mons. del Portillo: il giorno della consacrazione episcopale, ricevuta dal Papa, «quando ho avuto il privilegio di stare accanto al Santo Padre e di co-consacrarlo con lui»; il giorno della beatificazione del Fondatore dell’Opus Dei in Piazza San Pietro, «con migliaia di persone. È stato un gran giorno —ha aggiunto— per la Chiesa e per il Prelato: una meravigliosa manifestazione di fede e, per me, un regalo di Dio che mi ha concesso di essere testimone dello zelo sacerdotale di quest’uomo». L’ultimo incontro, ha concluso l’Arcivescovo, è stato domenica 6 marzo, una settimana prima di lasciare Roma per la nuova destinazione, nel corso del ricevimento presso il Collegio Nordamericano. Mons. Rigali ha ricordato con riconoscenza come il Prelato gli disse che stava pregando per lui e per la sua nuova missione pastorale: «così era quest’uomo, questo Vescovo, questo grande apostolo: parlava sempre d’orazione», ha commentato l’Arcivescovo di St. Louis.
A Chicago, la Messa di requiem è stata celebrata il 26 marzo nella Chiesa di St. Mary of the Angels, affidata a sacerdoti della Prelatura. La celebrazione era stata fissata alle undici del mattino, ma già un’ora e mezza prima dell’inizio si erano formate lunghe file di persone davanti ai confessionali, e così pure dopo la fine della cerimonia. Vi hanno preso parte più di mille fedeli provenienti, oltre che da Chicago, anche dallo stato dell’Indiana e da Milwaukee. Ha concelebrato il Vicario delegato, Rev. Dott. William Stetson, con altri sacerdoti della Prelatura. Durante l’omelia, il celebrante si è soffermato sul racconto del pellegrinaggio di Mons. del Portillo in Terra Santa, dove, fra l’altro, si era incontrato con un gruppo di studenti di Chicago che in quei giorni si trovavano anch’essi a Gerusalemme.
La grande estensione dell’area metropolitana di New York ha richiesto la celebrazione di Messe in diversi luoghi. Ce ne sono state due a Westchester County, altre due in New Jersey ed un’altra nella chiesa di Our Savior, a Manhattan. Nella cattedrale di St. James di Brooklyn, il Vescovo ausiliare, Mons. Thomas Daily, ha concelebrato con il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. James Kelly, ed altri sacerdoti. Nell’omelia, dopo aver ricordato la lunga amicizia con il Fondatore dell’Opus Dei e con il suo primo successore, Mons. Daily ha tracciato un breve profilo del Prelato dell’Opus Dei: «questo ingegnere, filosofo, scrittore, canonista, cancelliere di università, Prelato e Vescovo, questo “Padre” dell’Opus Dei, è stato l’umile servo e il collaboratore più stretto del Beato Fondatore dell’Opus Dei per quarant’anni. Ha seguito il maestro, ha ricalcato le sue orme, è stato accanto a lui tutta una vita. Ha sperimentato la crescita miracolosa, dapprima del gruppo degli uomini e poi di quello delle donne dell’Opus Dei. È stato artefice integrale e significativo del riconoscimento, da parte della Santa Sede, della Società Sacerdotale della Santa Croce e della costituzione della Prelatura. È stato lui, accanto al Padre e Fondatore, che ha fatto dell’Opus Dei il lampo che Dio ha acceso nella società moderna per trasformarla, soprattutto ai nostri giorni, in una cultura di vita e non di morte, d’amore e non di odio, di perdono, di pace e di riconciliazione, in particolar modo tramite il Sacramento della Penitenza. Lo ha fatto semplicemente predicando ed insegnando, con la parola e con l’esempio, il messaggio di Gesù contenuto nel Vangelo. Lo ha fatto santificando con l’amministrazione dei sacramenti della Chiesa. Lo ha fatto, come il Buon Pastore, guidando e sospingendo le anime verso la verità e la bontà, e servendo gli altri per amore di Cristo e, pertanto, rendendo presente il Salvatore nella propria vita e in quella degli altri».
Nel trigesimo della morte, il Card. James Hickey, Arcivescovo di Washington D.C., è stato il concelebrante principale in una Messa offerta nel National Shrine of the Inmaculate Conception. A più riprese, durante l’omelia, il Cardinale ha ricordato gli incontri avuti con Mons. del Portillo a Washington e a Roma: «per me, ha detto, questi incontri erano una fonte d’ispirazione». Ha espresso la convinzione che il Prelato fosse stato ricevuto fin dal primo istante nella gloria di Dio. «Ma soprattutto —ha concluso— il Padre ha preservato e rafforzato l’unità e la vitalità di questa piccola famiglia, la cui ragione d’essere è portare l’insegnamento e la vita della Chiesa in tutti gli àmbiti della società secolare. Perciò, chi ci potrebbe rimproverare se siamo certi che, quando, un mese fa, egli si è presentato davanti al Signore, ha ascoltato le parole: Bene, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore? ».

Numerosissime sono state le Messe offerte in Messico per il Prelato dell’Opus Dei. Nella capitale federale la celebrazione ha avuto luogo nella Basilica di Guadalupe, sebbene normalmente sia necessario prenotarvi le Messe con vari mesi d’anticipo. Tuttavia l’Abate, nell’apprendere il motivo della richiesta, ha deciso che il 24 marzo la chiusura della chiesa venisse ritardata di qualche ora, rendendo così possibile lo svolgimento della cerimonia. Così, poche ore dopo la diffusione della notizia, si erano già riunite nel tempio seimila persone. Con il Vicario Regionale, Mons. Rafael Fiol, hanno concelebrato altri sedici sacerdoti.
Il 23 aprile, ad un mese dal transito di Mons. del Portillo, la Basilica di Guadalupe si è riempita nuovamente per la Messa del trigesimo. Ha presieduto l’Arcivescovo Primate del Messico, Card. Ernesto Corripio Ahumada, che ha pronunciato l’omelia. Riferendosi al Prelato dell’Opus Dei, egli ha detto: «Tutti noi, che lo abbiamo conosciuto e frequentato, abbiamo provato sempre, il calore della sua amicizia, la naturalezza e la semplicità caratteristiche delle anime grandi. Perciò, assieme al dolore che percepiamo per la sua assenza fisica, sentiamo la gioia della certezza che Dio gli ha già concesso il premio meritato con le sue opere (...). Per me, vostro umile servo, la gioia di aver appena celebrato con gioia e riconoscenza le nozze d’oro sacerdotali si è tramutata in dispiacere quando ho saputo che a Mons. Alvaro del Portillo non è stato concessa questa consolazione. Il Signore se l’è preso quando mancavano pochi mesi a questo singolare anniversario, ma ha voluto donargli in cambio la carezza di celebrare l’ultima Messa nella chiesa del Cenacolo di Gerusalemme».
Il Cardinale Primate del Messico ha tracciato un breve profilo biografico di Mons. del Portillo, esaltando, fra gli altri aspetti, l’«unità di vita semplice e forte» che ha sempre governato la vita del Prelato dell’Opus Dei. «Egli ha saputo armonizzare le grandi doti intellettuali dategli dal Signore con una capacità di lavoro decisamente fuori dal comune ed un appassionato amore a Dio e alla sua Chiesa Santa. Il risultato di tutto ciò è stato un fecondo servizio alla Chiesa universale ed al suo Capo visibile, il Romano Pontefice, insieme ad un cordiale impegno di collaborazione con le Chiese particolari ed i loro rispettivi Ordinari, da lui amati fraternamente e aiutati sempre con generosità».
A Montefalco, casa di convegni della Prelatura situata nella valle di Amilpas, ha celebrato la Santa Messa il Vescovo di Cuernavaca, Mons. Luis Reynoso Cervantes. Appena saputo della morte del Prelato, egli aveva inviato un fax nel quale, insieme alle condoglianze, esprimeva congratulazioni per la «morte santa concessa dal Signore a quest’uomo che tanto ha amato Dio, la Chiesa e la sua Opera», e rivolgeva un sentito ringraziamento «per il lavoro che l’Opus Dei sta svolgendo in questa diocesi, soprattutto nel nostro Seminario diocesano».
Anche se negli ultimi giorni di marzo erano già state celebrate Messe per Mons. del Portillo in tutte le città della Repubblica in cui l’Opus Dei svolge le proprie attività, alcuni Vescovi diocesani non hanno potuto prendervi parte a causa di altri impegni. Per questo motivo, nel mese di aprile, hanno fatto di tutto per essere presenti alla Messa del trigesimo. Così è avvenuto a Toshi, altra casa di congressi, dove ha celebrato Mons. Ricardo Guizar, Vescovo di Atlacomulco; o a Mimiahuapam, dove il 20 aprile ha officiato il Vescovo di Tlaxcala, Mons. Luis Munive Escobar; o a Veracruz, nella cui cattedrale ha concelebrato la Santa Messa ed ha predicato l’omelia il Vescovo della diocesi, Mons. José Guadalupe Padilla.
A Toluca, il Vescovo diocesano, Mons. Alfredo Torres Romero, ha pronunciato alcune parole al termine della Santa Messa: «Dio ha suscitato il Beato Josemaría per iniziare questa grande opera che è l’Opus Dei. E ha suscitato il Vescovo Alvaro del Portillo per estenderla e integrarla all’interno della Chiesa. Si è integrata dopo un lungo e profondo studio della Congregazione competente della Santa Sede e dopo una consultazione molto vasta. Essa si è così stabilita nella Chiesa come Prelatura personale, e don Alvaro è stato il primo Prelato della Prelatura. A questo lo ha chiamato Dio, ed egli ha compiuto la sua missione. E come ha potuto? Come ha compiuto questa missione? Passando molte ore in orazione davanti al Tabernacolo. In questo modo si compiono le opere di Dio, solo così si raggiunge la santità, la pienezza della carità... Tutto ciò dev’essere per noi di stimolo, un esempio per cercare la santità nella vita ordinaria e per portare a molti altri questo messaggio».
Il Santo Sacrificio per Mons. del Portillo è stato celebrato anche in altre città: Monterrey, Guadalajara, Puebla, Merida, Hermosillo, Culiacán, Aguascalientes, Mazatlán, Los Mochis, Querétaro, Zacatecas, Naucalpan, Campeche, ecc.


AMERICA CENTRALE E ANTILLE

Una solenne concelebrazione, presieduta dal Nunzio Apostolico in El Salvador, Mons. Manuel Monteiro de Castro, ha avuto luogo sabato 26 marzo nella chiesa di San José de la Montaña, a San Salvador. Con il Nunzio hanno concelebrato il Vescovo ausiliare di Santa Ana, Mons. Fernando Sáenz Lacalle; il Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Juan Aznar, e altri sacerdoti.
L’omelia è stata tenuta dal Vicario delegato, che ha tracciato un profilo biografico del Prelato, rilevandone in particolar modo il fedele servizio alla Chiesa e al Romano Pontefice.

In Costa Rica, la solenne Messa di suffragio ha avuto luogo il 26 marzo nel Tempio votivo del Sacro Cuore. Con il Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Oscar Monroy, hanno concelebrato il Rev. Claudio Solano, direttore della Scuola Sociale Giovanni XXIII, e altri due sacerdoti diocesani.

In Honduras, la Messa è stata concelebrata il 26 marzo dal Nunzio Apostolico, Mons. Luigi Conti, dal Vescovo emerito di Tegucigalpa, Mons. Héctor Enrique Santos, e dal Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Alberto Banchs.
All’inizio della cerimonia il Nunzio ha rivolto alcune parole alle cinquecento persone che gremivano il santuario di San Giovanni Bosco, sottolineando le virtù teologali del Prelato dell’Opus Dei, che gli hanno consentito di configurarsi pienamente a Cristo. Ha concluso con quest’invocazione: «Amatissimo Vescovo Alvaro, rimani presso di noi, ancora pellegrini sulla terra; accompagnaci nel nostro cammino finché giungiamo a godere per sempre con te in Cielo».

L’Arcivescovo di San Juan del Portorico, Card. Luis Aponte, è stato il celebrante principale della Santa Messa offerta per il Prelato il 26 marzo nella chiesa di San José de Villa Caparra. Hanno concelebrato il Rev. Dott. Vicente Ariza, Vicario delegato della Prelatura, e altri diciassette sacerdoti. «Se ora volessi chiedere una grazia al Fondatore dell’Opus Dei e al suo primo successore, sarebbe proprio di trasmettere a tutti noi —non soltanto ai membri dell’Opus Dei— quel profondo senso del mistero della Chiesa che essi possedevano. Perché, a volte, ci risulta difficile capire la Chiesa, il grande mistero della Chiesa, e seguire davvero i passi del Maestro. Dobbiamo rivolgerci a uomini come loro, che hanno avuto il carisma e il coraggio di sentire cum Ecclesia.
»Due uomini —ha aggiunto il Cardinale— con caratteristiche personali diverse, ma con uno stesso ideale: l’Opera di Dio e, perciò, la Chiesa. Che bello, fratelli amatissimi, quando un uomo capace di ideali grandi s’incontra con qualcuno che gli dà un appoggio totale e lo segue con una fedeltà a tutta prova, con una lealtà esemplare, proprio come ha fatto il Prelato nei confronti del Fondatore! Egli, poi, ha continuato sulla sua stessa linea, seguendo la direzione impressa dal Fondatore al cammino dell’Opera: l’amore, il servizio alla Chiesa. Una linea ed un’eredità che spero tutti noi possiamo seguire, sull’esempio di questi due grandi uomini di Dio».
A Ponce, seconda città del Paese, il Vescovo e Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Juan Fremiot Torres Oliver, ha presieduto la concelebrazione eucaristica il 28 marzo a Santa Maria Regina, la chiesa più capiente della diocesi. Con lui hanno concelebrato il Vescovo ausiliare, Mons. Suriñach; il Vicario delegato, Rev. Dott. Vicente Ariza, e altri sacerdoti della diocesi e della Prelatura. Prima della conclusione della cerimonia, ha preso la parola Mons. Torres Oliver, per ricordare le frequenti conversazioni intrattenute con il Prelato dell’Opus Dei, che egli soleva recarsi a visitare durante tutti i viaggi a Roma: «Mons. del Portillo —ha detto fra l’altro— era un uomo di profonda cultura secolare e, soprattutto, ecclesiastica; eppure nella conversazione non ne faceva alcuna ostentazione. Si notava soltanto la sua profonda sapienza nelle semplicissime, ma sempre appropriate risposte, o nelle sue osservazioni sugli argomenti di cui si stava discorrendo».
Altre Messe sono state celebrate a Mayaguez, Cidra e Moca. In totale, quasi tremila persone hanno preso parte a questi suffragi per il Prelato in Portorico.

Il Pro-Nunzio per le Indie Occidentali, Mons. Eugenio Sbarbaro, è stato il celebrante principale della Messa solenne tenutasi nella cattedrale di Port-of-Spain, capitale di Trinidad e Tobago. Con lui hanno officiato il Vicario giudiziale dell’arcidiocesi e il Rev. Dott. Quintero, sacerdote della Prelatura. Fra le trecento persone che vi hanno preso parte, vi era l’ex-Presidente della Repubblica, Sir Ellis Clarke.
A Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana, la Santa Messa è stata celebrata nella cattedrale metropolitana, chiesa primaziale d’America, il 23 aprile. La concelebrazione è stata presieduta da Mons. Ramón Benito de la Rosa Carpio, Vescovo ausiliare e Rettore del Seminario Maggiore; con lui hanno officiato il Vicario delegato della Prelatura, Rev. Dott. Juan Carlos Monge, e altri tre sacerdoti. Al termine della cerimonia il Vescovo ha detto, fra l’altro, che «don Alvaro è stato un servo buono e fedele, che con il suo lavoro ha rappresentato un regalo per la Chiesa, al cui servizio ha svolto tanti compiti di rilievo. E anche se ormai egli non è più fra di noi, l’Opera continua. È molto buono appartenere ad un’Opera sapendo che durerà per sempre. Uno se ne va, ma l’Opera continua a fare il bene (...). Perciò oggi è insieme un giorno di preghiera e di ringraziamento. E, per me, è una grande gioia poter stare oggi qui con voi».

Mons. Antonio Rodríguez Pedrazuela, Vicario Regionale dell’Opus Dei in America centrale ha celebrato una solenne Messa per l’anima di Mons. Alvaro del Portillo il 26 marzo, nella Basilica di Santo Domingo della capitale del Guatemala, con la partecipazione di varie centinaia di persone.
Nell’omelia, Mons. Rodríguez Pedrazuela ha ricordato i due viaggi di Mons. del Portillo nel Paese, quando pregò davanti all’immagine della Madonna del Rosario, venerata nello stesso tempio in cui si stava svolgendo la Messa di suffragio.
Con il Vicario Regionale hanno concelebrato Mons. Angelo Melotto, Vescovo emerito di Sololá, e Mons. Efraín Fernández, cancelliere della Curia arcivescovile.
Diversi Vescovi del Paese hanno offerto a loro volta il Santo Sacrificio per il Prelato dell’Opus Dei o hanno espresso le condoglianze al Vicario Regionale; fra gli altri, l’Arcivescovo di Guatemala, Mons. Próspero Penados del Barrio; il Vescovo di Zacapa e Prelato di Esquípulas, Mons. Rodolfo Quezada; il Vescovo di Sololá, Mons. Eduardo Fuentes; il Nunzio Apostolico, Mons. Juan Bautista Morandini, ecc. Il Vescovo di Sololá, in una lettera al Vicario Generale della Prelatura, esprimendo il proprio dolore per la scomparsa di Mons. del Portillo, affermava fra l’altro: «Da quando abbiamo avuto la notizia della morte, lo abbiamo raccomandato tutti i giorni nella celebrazione della Messa, ma nello stesso tempo ci siamo raccomandati alla sua intercessione. I sacerdoti formatori del seminario maggiore e di quello minore, i cui edifici sono contigui al vescovado, parlano costantemente ai seminaristi dello speciale affetto che Mons. del Portillo ha sempre dimostrato al Seminario di Sololá».

AMERICA DEL SUD

Non appena ricevuta la notizia della morte del Prelato, sono state celebrate numerose Messe di suffragio nella capitale e in parecchie città dell’Argentina. Il 25 marzo si è tenuta a Buenos Aires una solenne concelebrazione nella cattedrale e vi hanno preso parte più di tremila persone. Il celebrante principale è stato Mons. José Luis Mollaghan, Vescovo ausiliare e Vicario generale dell’arcidiocesi. Con lui hanno concelebrato Mons. Carlos Nannei, Vicario Regionale della Prelatura, il Rev. Dott. Alberto Cáceres, Vicario delegato a Buenos Aires, Mons. Emilio Bonell e altri quindici sacerdoti.
L’omelia è stata predicata dal Vicario Regionale, che ha glossato il telegramma di condoglianze del Santo Padre, rilevando come l’espressione evangelica servo buono e fedele, applicata dal Papa a Mons. del Portillo, costituisca la biografia più breve e precisa che si possa tracciare del Prelato dell’Opus Dei.
Prima d’impartire la benedizione finale, Mons. Mollaghan ha salutato i presenti a nome del Card. Antonio Quarracino, Arcivescovo di Buenos Aires e Primate d’Argentina, che per motivi di salute non aveva potuto assistere alla cerimonia, ed ha dichiarato la propria certezza del fatto che Mons. del Portillo gode già della presenza di Dio.
A Santo Tomé, lo stesso giorno 23 marzo, l’Amministratore Apostolico della diocesi e Vescovo di Posadas, Mons. Alfonso Delgado, ha offerto il Santo Sacrificio nella cattedrale. Il 28 marzo, a La Plata, la concelebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo, Mons. Carlos Galán. Altre Messe, con la partecipazione di diverse migliaia di fedeli, hanno avuto luogo a Rosario, Santa Fe, Cordoba, Tucumán, Mendoza e in alcune chiese di Buenos Aires e dell’interno del Paese. Numerosi Vescovi hanno offerto privatamente il Santo Sacrificio per l’eterno riposo di Mons. del Portillo, come l’Arcivescovo di Buenos Aires e Primate d’Argentina, Card. Antonio Quarracino; il Nunzio Apostolico, Mons. Ubaldo Calabresi; l’Arcivescovo di Paraná, Mons. Estanislao Karlic; l’Arcivescovo di Rosario, Mons. Eduardo Mirás, ecc.

Anche in Uruguay sono state offerte molte Messe in suffragio del Prelato dell’Opus Dei. Nella cattedrale di Montevideo hanno concelebrato, il 24 marzo, l’Arcivescovo, Mons. José Gottardi, Mons. Orlando Romero, Vescovo ausiliare, il Rev. Dott. Enrique Doval, Vicario delegato della Prelatura in Uruguay, e altri sacerdoti.
Nella cattedrale di Salto hanno concelebrato una Messa il Vescovo, Mons. Daniel Gil Zorrilla, S.J., e il suo vicario. Anche nella parrocchia del Santissimo Sacramento di Colonia è stato offerto il Santo Sacrificio per Mons. del Portillo. Il Nunzio Apostolico, Mons. Francisco Nittis, ha offerto privatamente una Messa per la stessa intenzione, così come Mons. Víctor Gil, Vescovo di Minas.

Il 24 marzo, nella cattedrale di Asunción, capitale del Paraguay, il Nunzio Apostolico, Mons. José Sebastián Laboa, ha presieduto la concelebrazione eucaristica con i Vescovi ausiliari di Asunción, Mons. Claudio Giménez e Mons. Ricardo Palenzuela, il Rev. Dott. Angel Martínez Sagasti, Vicario delegato della Prelatura, il segretario della Nunziatura ed altri sacerdoti.
Davanti al migliaio di fedeli che assistevano alla Messa, il Nunzio ha pronunciato un’omelia in cui ha tratteggiato la figura di Mons. Alvaro del Portillo, da lui personalmente conosciuto ed apprezzato già da molti anni: «Il mio primo sentimento è un’immensa gratitudine verso il buon Dio, che ha voluto farmi incontrare una persona così, un autentico regalo per lo spirito umano. Un regalo per quello che è stato, prima ancora che per quello che ha fatto, nonostante abbia fatto tanto. Mi ha sempre colmato di ammirazione la sua capacità di scoprire la bontà di Dio, in Gesù, e di trarne una gioia così viva. Alla fine del suo pellegrinaggio nella patria di Gesù, egli è morto, perché il suo cuore non ha potuto resistere a tanta bontà. Non ho dubbi che sia morto di puro amore». Più avanti, descrivendo l’ingresso in cielo di quest’anima eletta, Mons. Laboa ha proseguito: «Io mi congratulo con don Alvaro, perché sono sicuro che nella mattinata di ieri ha avuto la gran sorpresa di scoprire che Gesù di Nazaret è ancora molto più grande, più amabile, più amico, più bello, di quanto si fosse immaginato. Mons. del Portillo ammirava i saggi teologi, li leggeva, li studiava; ma ammirava la pietà umile di quei grandi teologi infinitamente di più della loro scienza: infatti solo se la sapienza è accompagnata dal tocco della devozione diventa amore. Questo era il suo messaggio costante».

Il 26 marzo, nella parrocchia di San Miguel di La Paz, capitale della Bolivia, hanno offerto il Santo Sacrificio in suffragio di Mons. del Portillo Mons. Tomás Manning, O.F.M., Vescovo di Coroico, il Rev. Dott. Javier Llorente, Vicario delegato della Prelatura per la Bolivia, e altri sacerdoti. Erano presenti cinquecento persone.
Il Nunzio Apostolico, Mons. Giovanni Tonucci, ha offerto privatamente il Santo Sacrificio per il Prelato dell’Opus Dei prima di partire per un viaggio in quello stesso giorno.

Moltissimi membri dell’Opus Dei, Cooperatori e amici hanno gremito la cattedrale di Lima, in Perù, sabato 26 marzo, in occasione della solenne Messa di suffragio per l’anima di Mons. Alvaro del Portillo. Con il Nunzio Apostolico, Mons. Luigi Dossena, hanno concelebrato il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. José Luis López-Jurado, i Vescovi ausiliari di Lima, Mons. Miguel Cabrejos e Mons. Norberto Strottman, il Vescovo di Cañete, Mons. Luis Sánchez-Moreno, e il suo Vescovo ausiliare, Mons. Juan Antonio Ugarte.
L’omelia è stata predicata dal Vicario Regionale. Il Card. Juan Landázuri Ricketts, presente durante la Messa, ha rivolto alcune parole ai fedeli al termine della cerimonia: «Vorrei dire che, come Cardinale della Chiesa e Prelato emerito della sede di Lima, mi unisco di tutto cuore al duplice comune sentimento che tutti oggi condividiamo: il dolore per la scomparsa di un Prelato tanto amato, che per tutta la vita ha offerto una testimonianza così grande di fedeltà a Dio, di servizio e di amore al prossimo, di donazione totale a questa grande opera che è l’Opus Dei. E, d’altra parte, la gioia, perché sappiamo che la sua vita ricca di fede, d’amore e di speranza ha ormai ricevuto il premio dovuto a tanta fedeltà e a tanto amore di Dio e del prossimo. Sì, egli ora è in Cielo e noi abbiamo un altro avvocato accanto al Beato Josemaría Escrivá de Balaguer».
Molte altre Messe di suffragio sono state celebrate nelle cattedrali di Piura, Chiclayo, Cañete, Huancavelica, Abancay, Ayacucho, Cuzco ed Arequipa, presiedute dai rispettivi Ordinari o dai loro rappresentanti.
A Chiclayo, il 26 marzo, il Vescovo, Mons. Ignacio María de Orbegozo, ha assistito dal presbiterio della cattedrale alla Messa concelebrata da otto sacerdoti. Egli aveva frequentato molto a lungo il Prelato dell’Opus Dei. Nell’omelia, uno dei concelebranti ha narrato diversi ricordi toccanti dell’affetto di Mons. del Portillo.
Nell’Università di Piura si celebra abitualmente la Santa Messa al termine delle lezioni mattutine. Il 23 marzo, molto prima delle dodici non c’era più posto nella cappella: moltissimi studenti vi si erano recati per prendere parte al Santo Sacrificio, offerto per il Prelato dell’Opus Dei nonché Gran Cancelliere dell’Università. In città la Santa Messa è stata celebrata sabato 26 marzo. Con il Vicario generale della diocesi, hanno concelebrato nella cattedrale i cappellani dell’università e diversi sacerdoti diocesani. Il coro universitario ha eseguito i canti liturgici.
I mezzi di comunicazione hanno trasmesso le immagini di Giovanni Paolo II raccolto in orazione davanti alle spoglie mortali del Prelato dell’Opus Dei. La notizia si è diffusa rapidamente nella valle di Cañete. Moltissime persone, attratte dalla fama di santità di Mons. del Portillo, hanno cominciato subito a rivolgersi privatamente alla sua intercessione presso Dio. Vari contadini, ad esempio, si sono recati nella parrocchia di San Vicente per dichiarare al parroco la propria persuasione circa la santità di vita del Prelato dell’Opus Dei, che essi avevano conosciuto nel 1974, quando aveva accompagnato il Beato Josemaría nella visita alla Prelatura di Cañete e Yauyos, affidata a sacerdoti dell’Opus Dei. La solenne Messa di suffragio è stata celebrata dal Vescovo, Mons. Luis Sánchez-Moreno, il giorno successivo al transito. Con lui hanno concelebrato il Vescovo ausiliare, Mons. Juan Antonio Ugarte, e altri diciotto sacerdoti. Fra i presenti, il sindaco e vari assessori, in rappresentanza di tutta la popolazione, oltre a numerosi professori e alunni delle opere apostoliche promosse dall’Opus Dei in questa zona del Paese, molti alunni del Seminario minore, tutti i seminaristi del Seminario maggiore e vari sacerdoti, nonché rappresentanti di tutte le comunità religiose della valle.
Nell’omelia, il Vescovo ha ricordato i momenti di maggior rilievo nella vita del Prelato dell’Opus Dei.

Dal nord al sud, per tutta la superficie del Cile sono state offerte Messe in suffragio di Mons. Alvaro del Portillo. Il 23 marzo, il Vicario Regionale, Mons. Alejandro González, ha concelebrato con altri sacerdoti nella parrocchia di San Ramón, nella capitale del Paese. Hanno assistito circa milleduecento persone. Il 26 marzo, nella cattedrale metropolitana, si sono riuniti duemilacinquecento fedeli per la Messa concelebrata dal Vicario Regionale, dal Vescovo emerito di Los Angeles, Mons. Adolfo Rodríguez Vidal, e da altri ventitre sacerdoti, fra i quali Mons. Charles Balbo, segretario della Nunziatura.
Nell’omelia, Mons. Rodríguez Vidal ha ricordato con emozione come aveva conosciuto il Fondatore dell’Opus Dei, nel 1940, e colui che doveva succedergli alla guida dell’Opus Dei, allora giovane ingegnere civile. «E quel giovane ingegnere, che chiamavamo semplicemente Alvaro, adesso si trova con Josemaría e contempla il Signore». Ha poi riferito brevemente di alcuni incontri fra l’attuale Pontefice ed il defunto Prelato dell’Opus Dei, da quando si erano conosciuti in occasione del Concilio Vaticano II —quando Karol Wojtyla era un giovane vescovo ed Alvaro del Portillo il segretario di una delle commissioni conciliari— fino al momento in cui il Santo Padre si è inginocchiato davanti al corpo senza vita del Prelato dell’Opus Dei, nella chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace.
Una delle Messe più commoventi, a causa del luogo in cui è stata celebrata e dei ricordi che esso evocava, è stata quella del Colegio Tabancura, dove aveva tenuto diverse riunioni il Beato Josemaría quando, accompagnato da don Alvaro del Portillo, aveva visitato il Cile nel 1974. Erano anni difficili per il Paese e il Fondatore dell’Opus Dei, constatando il coraggio e la fiducia in Dio con cui i membri e i Cooperatori dell’Opera stavano promovendo varie scuole, disse loro che il modesto capannone in cui era ospitato Tabancura gli sembrava una cattedrale, per l’amore con cui la scuola era stata creata. Ebbene, in quella cattedrale il 25 marzo si erano date convegno ben quattrocentocinquanta persone.
Altre Messe sono state celebrate a Concepción, San Fernando, Viña del Mar, Valdivia, Temuco, Puerto Montt, Osorno e Valparaíso. In quest’ultima città, l’8 aprile, il Vescovo della diocesi, Mons. Jorge Medina Estévez, ha concelebrato con il Vicario Regionale della Prelatura e altri sette sacerdoti. Nell’omelia, Mons. Medina ha ricordato con affetto e gratitudine Mons. del Portillo, da lui conosciuto trent’anni prima, perché «ha sempre avuto nei miei confronti atteggiamenti dettati dalla bontà fraterna e dall’amicizia». Utilizzando i titoli di tre delle opere più note del Beato Josemaría, il Vescovo ha rilevato che il cristiano deve percorrere il proprio cammino terreno, seguendo i passi di Cristo, lasciando un profondo solco di buone opere; ma ciò —ha aggiunto— non è possibile se non ci si immerge nella forgia del sacrificio, dell’abnegazione. E, commentando gli ultimi giorni del Prelato dell’Opus Dei, ha affermato: «Alvaro del Portillo, sacerdote e vescovo, ha goduto del privilegio di celebrare la sua ultima Eucaristia in questo mondo nel Cenacolo, il luogo benedetto in cui Cristo, circondato dai discepoli, ha istituito l’Eucaristia e il sacerdozio».

In Venezuela, nella chiesa di Nuestra Señora di Chiquinquirá, una delle più grandi di Caracas, è stata celebrata una solenne Messa il 24 marzo. Il tempio era gremito di fedeli. Hanno concelebrato il Nunzio Apostolico, Mons. Oriano Quilici, due dei Vescovi ausiliari di Caracas, Mons. Marcial A. Ramírez e Mons. Diego Padrón, il Vescovo di La Guaira, Mons. Francisco de Guruceaga, il Vescovo eletto di Cabimas, Mons. Freddy Fuenmayor, il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. Italo Altimari, il Sottosegretario della Conferenza Episcopale, Mons. Mariano Parra, e altri quindici sacerdoti della Prelatura e delle diocesi di Caracas, La Guaira e Los Teques. Dal presbiterio assisteva l’Arcivescovo di Caracas, Card. José Alí Lebrún.
Fra le personalità civili, oltre alla consorte del Presidente della Repubblica, Sig.ra Alicia Pietri de Caldera, si trovava il Ministro della Giustizia, in rappresentanza del Governo.
Durante l’omelia, il Vicario Regionale ha messo in rilievo la fedeltà del Prelato alla Chiesa ed al messaggio spirituale del Fondatore dell’Opus Dei, ricordando in particolare il suo amore per il Venezuela. Al termine della Messa, il Nunzio Apostolico ha preso la parola per chiedere al Signore la grazia che «l’esempio della vita e delle virtù di Mons. Alvaro del Portillo continui ad essere di stimolo a tutti i Pastori, per un servizio sempre più generoso alla Chiesa ed alle anime».
L’Arcivescovo di Maracaibo e Presidente della Conferenza Episcopale venezuelana, Mons. Ovidio Pérez Morales, ha presieduto il 21 aprile una solenne concelebrazione nella cappella del Liceo Los Robles. Nell’omelia, ha ricordato di avere conosciuto Mons. del Portillo in occasione della beatificazione del Fondatore dell’Opus Dei e di averne letto gli scritti. Ha citato alcune parole del defunto Prelato a commento delle virtù del Beato Josemaría ed ha spiegato che le medesime parole si potevano applicare anche a Mons. del Portillo, sempre così esemplarmente fedele al carisma del Fondatore. E dopo essersi rallegrato per la nomina pontificia del nuovo Prelato, ha glossato alcuni punti delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da Mons. Echevarría. E ha concluso: «Voglia il Signore, Padre, Figlio e Spirito Santo, con l’assistenza della Madonna, che l’Opera continui con rinnovato entusiasmo a mettere a frutto l’eredità posseduta, ad attualizzarla sempre e a portare a termine il compito che la Chiesa si attende dall’Opus Dei: l’evangelizzazione in profondità e con sempre maggior ampiezza».
Nella cattedrale di Valencia, ha celebrato l’Arcivescovo, Mons. Jorge Urosa Savino. Nell’omelia, egli ha esordito esprimendo la propria convinzione che le porte del Cielo si fossero spalancate per il Prelato dell’Opus Dei, in premio della generosità con cui egli aveva corrisposto ai copiosi doni elargitigli dal Signore. Ha poi commentato il motto episcopale di Mons. del Portillo: regnare Christum volumus! , che «riafferma il desiderio di rendere Cristo presente nel mondo mediante i cristiani. Questa presenza così necessaria, dev’essere attiva, operativa e tangibile, deve trasformare il mondo intero. Questo motto dovrebbe rappresentare per noi un permanente anelito: che Cristo regni nella nostra patria, il Venezuela, nella nostra società —qui, a Valencia—, nell’università, nelle associazioni, negli ambiti della cultura». Ed ha aggiunto: «Tutta la dottrina, tutta la teologia del Beato Josemaría e tutta la personalità di Mons. Alvaro del Portillo sono condensati in questo lemma».
Anche altri Vescovi venezuelani hanno offerto la Messa in suffragio di Mons. del Portillo. Nella cattedrale di Barquisimeto, il 25 marzo, l’Arcivescovo, Mons. Tulio Manuel Chirivella, ha ricordato il proprio incontro con Mons. del Portillo nel Sinodo del 1990: «Ho avuto con lui diverse conversazioni, nelle quali ho potuto calibrare la vita sacerdotale di questo eminente Prelato». Mons. Ubaldo Santana, Vescovo di Ciudad-Guayana, ha offerto la Santa Messa il 22 aprile, nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, ed ha illustrato nell’omelia la fedeltà del defunto Prelato alla Chiesa. Mons. Rafael Angel González, Vescovo emerito di Barinas, ha celebrato il Santo Sacrificio il 26 marzo nella Basilica di Nuestra Señora de la Consolación de Táriba (Stato Táchira); Mons. Nelson Martínez Rust, Vescovo di San Felipe, il 17 aprile; Mons. Alejandro Figueroa, Amministratore Apostolico di Guanare, il 23 aprile; Mons. Helimenas Rojo, a Calabozo, il 24 aprile; Mons. Reinaldo Del Prette, Vescovo ausiliare di Valencia, il giorno 28; Mons. Eduardo Herrera Riera, Amministratore Apostolico di Carora, il 23 maggio.

Nelle principali città della Colombia sono stati offerti molti suffragi per Mons. del Portillo. Tre Messe solenni sono state celebrate a Bogotá il 24 e il 25 marzo: due nella chiesa di Cristo Re e un’altra nella cappella dell’Università della Sabana, con la partecipazione di duemila persone circa.
L’Arcivescovo di Cali, Mons. Pedro Rubiano Sáenz, Presidente della Conferenza Episcopale colombiana, è stato il celebrante principale nella solenne Eucaristia offerta il 26 marzo nella chiesa di Santa Monica. Con lui hanno officiato il Vicario Regionale della Prelatura, Mons. Hernán Salcedo, e altri tre sacerdoti. Al termine della Messa, Mons. Rubiano ha detto fra l’altro: «Don Alvaro del Portillo è ormai nella casa del Padre, con il Beato Josemaría, ed intercede per noi perché possiamo vivere coerentemente con il nostro Battesimo».
A Manizales, l’Arcivescovo Mons. José de Jesús Pimiento, il 25 marzo ha presieduto la concelebrazione eucaristica nella cattedrale, alla presenza di millecinquecento fedeli. Nell’omelia egli ha evidenziato alcuni aspetti della figura di Mons. del Portillo: «Il Prelato dell’Opus Dei ha offerto tutta la vita a Dio e alla Chiesa, prodigando con generosità i doni ricevuti da Dio. È stato senza dubbio un modello per tutti noi; perciò, in mezzo al dolore, sentiamo anche la gioia di sapere che chi ha compiuto la Volontà di Dio riceve la corona meritata. Il Beato Josemaría ha ricevuto il suo fedele successore nella gloria».
A Medellín, il 26 marzo si è svolta nella chiesa di Santa Teresita una concelebrazione a cui hanno preso parte mille fedeli. Altre funzioni eucaristiche si sono svolte a Barranquilla, Cartagena e Bucaramanga.

In Ecuador sono state celebrate Messe per Mons. del Portillo a Quito, Guayaquil e Ibarra. Il 26 marzo, nella cattedrale metropolitana, il Vescovo ausiliare di Quito e Segretario della Conferenza Episcopale dell’Ecuador, Mons. Antonio Arregui, ha celebrato in azione di grazie a Dio per i doni elargiti al Prelato dell’Opus Dei: «Eleviamo la nostra gratitudine al Signore —ha detto—, perché durante quattro decadi ha sostenuto la fedeltà con cui quell’ingegnere —poi filosofo, teologo, sacerdote— ha seguito il Beato Escrivá con un’efficacissima collaborazione. Sono molti oggi, purtroppo, quelli che considerano la fedeltà come un atteggiamento dello spirito carico di monotonia e di noia. La fedeltà autentica è invece partecipazione piena, libera e gioiosa alla vita stessa di Dio». Anch’egli, scorgendo una particolare provvidenza di Dio nel fatto che il defunto Prelato abbia celebrato l’ultima Messa nella chiesa del Cenacolo, ha concluso: «Dio sia benedetto! Siano benedetti Dio Padre, Nostro Signore Gesù Cristo e il suo Santo Spirito! Grazie, Signore, grazie! Grazie perché, in un modo così facile e profondo cambi il nostro dolore in gioia (cfr. Gv 16, 20). Infatti noi siamo certi che hai presso di te colui che amiamo tanto e gli hai dato il miglior destino (cfr. Lc 10, 42)».
Un sentito ringraziamento ha costituito la trama anche dell’omelia pronunciata da Mons. Juan Larrea, Arcivescovo di Guayaquil, nel corso della Santa Messa concelebrata il 27 marzo nella cattedrale con i Vescovi ausiliari e dieci sacerdoti: «Adoriamo il Signore, e lo ringraziamo —ha detto fra l’altro—, perché nella sua infinita bontà ha elargito abbondantissime grazie nell’anima di Mons. del Portillo, rendendolo servo buono e fedele, come ha detto, con un altissimo elogio, il Romano Pontefice. Le virtù più notevoli che emergono dalla vita del successore di Mons. Escrivá alla guida dell’Opus Dei, si sintetizzano soprattutto in una: la fedeltà. (...).
»Il nostro ringraziamento al Signore —ha continuato Mons. Larrea— per quanto Mons. del Portillo ha compiuto al servizio della Chiesa nei quarant’anni di strettissima collaborazione con il Fondatore e negli altri quasi vent’anni di governo dell’Opus Dei (...), nasce anzitutto dalla constatazione delle migliaia di conversioni operatesi attraverso lo spirito dell’Opus Dei: di anime che hanno trovato i cammini della pace e della serenità interiori, uomini e donne che hanno scoperto la propria vocazione a santificarsi in mezzo al mondo, nell’esercizio dei doveri ordinari in seno alla famiglia, delle responsabilità di cittadino onesto e di lavoratore esemplare. Fra l’altro, sono quasi ottocento coloro che hanno accettato la chiamata al sacerdozio, e tutti non hanno altra ambizione che quella di servire Dio e la Chiesa».
L’Arcivescovo emerito di Guayaquil e Amministratore Apostolico di Ibarra, Mons. Bernardino Echeverría, O.F.M., ha celebrato la Santa Messa e ha predicato l’omelia nella cattedrale di questa diocesi, il 28 marzo. Dopo aver sottolineato la «profonda commozione» che ha attraversato la Chiesa per l’inattesa morte del Prelato dell’Opus Dei, Mons. Echeverría ha proseguito: «Anch’io ho avuto il privilegio non solo di conoscere, ma anche di frequentare e di sentirmi molto vicino al cuore di questo degnissimo Prelato. Perciò ho voluto unirmi ai sentimenti dei membri dell’Opus Dei ed esprimere in questa Santa Messa il mio dolore e, al tempo stesso, la certezza che egli sia stato chiamato da Dio a ricevere la meritata ricompensa. Infatti Alvaro del Portillo è stato una figura unica; per questo il Santo Padre ha voluto essere presente di persona accanto al suo cadavere, per aspergere con le lacrime dei suoi occhi, più che con l’acqua benedetta, il corpo di questo Vescovo che, dopo aver vissuto santamente, è ormai entrato nell’eternità della gloria».
Dopo avere ricordato come il Signore non manca di suscitare grandi uomini per il bene del suo popolo pellegrino sulla terra, Mons. Echeverría ha affermato: «Ecco il senso, nel momento presente, della figura di Josemaría Escrivá, venuto a compiere una missione unica e insostituibile», per mezzo della fondazione dell’Opus Dei e della diffusione del suo messaggio di santificazione nella vita ordinaria. E per questo stesso scopo, «quando era appena cominciato il cammino di santità iniziato da Josemaría Escrivá, è apparsa anche la figura di Mons. del Portillo, scelto all’unanimità per esserne il successore. Da allora, diciannove anni fa, egli intraprese un cammino di fedele sequela delle orme del Fondatore».
Anche ad Ambato, il Vescovo, Mons. Vicente Cisneros, ha celebrato la Messa in suffragio del Prelato dell’Opus Dei.

Nel Santuario di Nossa Senhora de Fátima di San Paolo del Brasile, alla presenza di duemila persone, il Vicario Regionale, Mons. F. Xavier de Ayala, ha presieduto la concelebrazione eucaristica il 26 marzo. Nell’omelia ha messo in rilievo la fedeltà di Mons. Alvaro del Portillo al messaggio del Fondatore dell’Opus Dei.
A Rio de Janeiro, più di milleduecento fedeli hanno partecipato alla Messa celebrata dal Vicario delegato della Prelatura, Mons. Pedro Barreto Celestino. Anche a Curitiba e in altre città del Brasile sono stati offerti suffragi per il Prelato dell’Opus Dei.


OCEANIA

Il 26 marzo è stata celebrata la solenne Messa per Mons. del Portillo nella cattedrale di Sydney, la chiesa primaziale dell’Australia. Con il Vicario delegato della Prelatura, Mons. John A. Masso, hanno concelebrato undici sacerdoti. L’omelia è stata pronunciata dal Rev. Dott. Romuald Josko.
Come era avvenuto in occasione della morte del Fondatore dell’Opus Dei, si è registrato un elevato numero di confessioni. Oltre mille fedeli si assiepavano nell’ampia navata centrale della cattedrale, la chiesa più capiente d’Australia.
Altre Messe di suffragio sono state offerte a Canberra, a Perth e ad Hobart, nell’isola della Tasmania.

Ad Hamilton, in Nuova Zelanda, nella chiesa di San Matteo, ha avuto luogo una Messa in suffragio del Prelato dell’Opus Dei. È stata celebrata dal Rev. Dott. Max Polak, sacerdote della Prelatura e vi hanno preso parte cento fedeli.


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