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63 • Luglio - Dicembre 2016 • Pagina 355
 
 
 
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I 60 anni dell’attività apostolica dell’Opus Dei in Uruguay

Il 20 ottobre 2016 è stato ricordato il 60° anniversario dell’attività apostolica dell’Opus Dei in Uruguay. Per questo motivo il cardinale Daniel Sturla ha celebrato una Santa Messa di ringraziamento nella cattedrale metropolitana di Montevideo. Hanno concelebrato, fra gli altri, il vescovo di Canelones, Mons. Alberto Sanguinetti, il vicario dell’Opus Dei in Uruguay, Mons. Carlos María González Saracho, e il parroco della cattedrale, Rev. Juan González. Hanno assistito all’Eucaristia circa mille persone. Erano presenti anche i due sacerdoti ai quali san Josemaría diede l’incarico di iniziare l’attività dell’Opus Dei in Uruguay: il Rev. Agustín Falceto e il Rev. Gonzalo Bueno.

«L’Opera in Uruguay ha contribuito a propagare l’incendio del fuoco dell’amore di Dio, di una solida vita cristiana», ha dichiarato nell’omelia il cardinale di Montevideo. «Ognuno può vedere le opere materiali che dimostrano la fecondità dell’Opus Dei nelle nostre terre [...], però non si tratta di enumerare le opere; quello che conta è il fuoco interiore, la spiritualità che si concentra nella chiamata alla santità: tutti noi figli di Dio siamo chiamati a santificarci nel quadro multicolore della nostra vita: famiglia, studio, lavoro, occupazioni diverse, nel gioco, nel contatto con la natura; ma in un modo speciale nella valorizzazione del lavoro umano... – ha affermato Mons. Sturla –: proprio lì chiamati alla santità, non malgrado il lavoro, ma proprio nel lavoro stesso, che diventa così un cammino di vita cristiana.

«L’appartenenza all’Opera, cammino di santità della vita cristiana – ha spiegato il cardinale –, non è allora un cappello che mi metto e mi levo entrando nel tempio, non è un rappezzo cattolico in una vita laica, ma è una realtà di vita che riguarda le decisioni personali più intime, come anche le più esteriori: è una vocazione per la famiglia, per la generosità di una famiglia numerosa, che è un segno distintivo dell’Opera tra noi, con tutte le difficoltà che questo comporta».

L’arcivescovo di Montevideo ha espresso la sua gioia per poter celebrare questo anniversario in «un momento chiave della nuova evangelizzazione». Poi ha spiegato: «Vogliamo essere, come dice Papa Francesco con un’immagine molto espressiva, un ospedale da campo che cura tante ferite con una certa urgenza, perché non è il momento della chirurgia estetica, ma di una chirurgia che si dedichi agli interventi indispensabili che diano risultati efficaci..., sapendo che, in definitiva, non si tratta di avere successo secondo il mondo, ma di essere fecondi secondo il Vangelo».

Alla fine il cardinale si è rivolto ai fedeli della Prelatura: «Amiamo l’Opus Dei con tutto il suo ardore apostolico e la ricchezza del suo contributo specifico, nel quadro felicemente vario della Chiesa, in assoluta sintonia con questa Chiesa particolare, col suo stesso sentire, condividendo le sue proposte e suoi programmi di evangelizzazione».


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