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Romano Pontefice

Lettera pastorale del Prelato

Carissimi, Gesù mi protegga le mie figlie e i miei figli!

1. Nella prima lettera lunga che vi ho scritto, riassumendo le conclusioni del Congresso Generale, vi dicevo che «le attuali circostanze della evangelizzazione rendono ancora più necessario, se possibile, dare priorità al rapporto personale, a questo aspetto relazionale che è al centro del modo di fare apostolato che san Josemaría trovò nei racconti evangelici»[1].

Negli incontri che ho avuto con persone di vari Paesi spesso sono sorte spontaneamente considerazioni e domande sull’amicizia. San Josemaría ci ricordava continuamente il valore umano e cristiano di questa realtà. Inoltre, vi sono molte testimonianze su come coltivò personalmente un gran numero di amicizie, che mantenne per tutta la vita. Come sappiamo bene, ci ribadiva che nell’Opera il principale apostolato è quello di amicizia e di confidenza. In questa lettera vorrei ricordare alcuni aspetti dell’insegnamento di nostro Padre su questo tema.

L’amicizia di Cristo

2. Gesù Cristo, perfetto uomo, visse pienamente il valore umano dell’amicizia. Nel Vangelo vediamo che, sin da molto giovane, coltivava un rapporto amichevole con le persone che gli stavano accanto: già a dodici anni, di ritorno da Gerusalemme, Maria e Giuseppe diedero per scontato che Gesù viaggiasse con …

Studio

Constantino Ánchel

Ricercatore accademico dell’Università di Navarra

All’inizio della lettera pastorale del 1° novembre 2019 sull’amicizia, il prelato dell’Opus Dei ha scritto: «San Josemaría ci ricordava continuamente il valore umano e cristiano di questa realtà. Inoltre, vi sono molte testimonianze su come coltivò personalmente un gran numero di amicizie, che mantenne per tutta la vita»[1]. Queste parole mi hanno fatto tornare alla mente il gran numero di amici di san Josemaría. Alcuni li ho trovati in libri e articoli[2]; altri sono emersi da anni di lavoro alla ricerca di documenti e racconti su san Josemaría, che mi hanno permesso di conoscere e frequentare molte persone che si ritenevano amici del fondatore dell’Opus Dei. Quanto segue si propone l’esame di queste amicizie negli anni della vita di san Josemaría precedenti il suo arrivo a Madrid nel 1927. Non intendo proporre una riflessione teologica sull’amicizia, bensì esaminare, sulla base dei documenti trovati, le testimonianze di queste relazioni di amicizia[3].

Gli anni di Barbastro e Logroño

Un riesame della biografia del fondatore dell’Opus Dei lo rivela, fin dall’infanzia e dall’adolescenza, come persona socievole, che con facilità sapeva stabilire relazioni con gli altri. Questa qualità in parte era …

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