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Dichiarazioni alla stampa della Segreteria dell'Opus Dei per l'Italia

Dal mese di febbraio si è scatenata in Italia una campagna di calunnie contro l'Opus Dei, promossa da qualche settimanale di tendenza radicale, cui hanno fatto eco certe pubblicazioni spiccatamente laiciste.

Numerose personalità del mondo ecclesiastico e civile hanno reagito in difesa della verità e hanno contribuito a mostrare nella giusta luce la natura dell'Opus Dei. Degni di rilievo sono stati gli interventi dei Cardinali Ugo Poletti e Augustin Mayer; di politici come Flaminio Piccoli e Ciriaco de Mita, rispettivamente Presidente e Segretario della Democrazia Cristiana; di canonisti quali Giuseppe dalla Torre e Ombretta Fumagalli Carulli; d'intellettuali tra cui Gianfranco Morra, ordinario di Sociologia all'Università di Bologna, Vittorio Mathieu, ordinario di Filosofia all'Università di Torino, e Giovanni Gozzer; di direttori di riviste come Edilio Rusconi e Cesare Cavalleri; ecc.

Anche se gli attacchi diffamatori si sono ripetuti a più riprese, sempre ad opera degli stessi periodici, certo è che essi si sono trovati praticamente soli nel sostenere la loro campagna, che non ha trovato seguito negli altri grandi mezzi di opinione pubblica italiani.
Di fronte a queste accuse calunniose, la Segreteria dell'Opus Dei per l'Italia ha diramato diversi comunicati stampa, tra i quali i seguenti:

Roma, 11 febbraio 1986
In riferimento alla pubblicazione di un articolo di G. Zizola sul settimanale Panorama del 16 febbraio 86, la Segreteria dell'Opus Dei in Italia, dispiacendosi per la leggerezza con cui sono trattati temi che meritano oggettività e ponderazione, si vede obbligata a precisare quanto segue:
1) L'articolo cade in numerosi errori che manifestano una notevole ignoranza dei fatti, molti di essi facilmente verificabili, come ad esempio i seguenti:
—il Centro Accademico Romano della Santa Croce non pubblica alcuna rivista e il numero dei suoi alunni è di 118;
—il Rettore dell'Università Cattolica di Milano non è membro dell'Opus Dei;
—la Prelatura Opus Dei non ha avuto alcun ruolo —né poteva averlo, perché non è questo il suo fine— nell'organizzazione del recente convegno sulla Chiesa e il mondo economico;
—nemmeno ha fatto alcunché per ottenere la direzione di Avvenire, e nulla poteva fare per ottenerla, perché la Prelatura non dirige mai giornali o riviste.

2) Questa Segreteria segnala anche tra le altre cose già ripetutamente affermate dall'Opus Dei, in Italia e in tutto il mondo, che:
a) non esiste alcun obbligo —né per i sacerdoti né per i laici— di mantenere il segreto o riserva alcuna sull'appartenenza all'Opus Dei;
b) la Prelatura Opus Dei non esercita alcun tipo di controllo sulle attività dei propri membri nel campo temporale (professionali, culturali, politiche, economiche, ecc.), né potrebbe farlo, dato che la giurisdizione del Prelato non riguarda tali materie (cfr. Costituzione Apostolica Ut sit, III; Dichiarazione Praelaturae Personales, II, d, in Acta Apostolicae Sedis, 2.V.83);
c) la Prelatura Opus Dei non interviene in attività imprenditoriali, finanziarie, ecc., né le controlla;
d) le attività apostoliche —educative e assistenziali— di cui la Prelatura ha soltanto la responsabilità dottrinale e formativa, come recentemente affermava il Prelato dell'Opus Dei, "utilizzano i mezzi e gli strumenti messi a disposizione dai membri dell'Opus Dei, e dai nostri cooperatori e amici, anche non cattolici, i quali mantengono la proprietà e l'amministrazione di tali mezzi" (Corriere della Sera, 7.XII.85);
e) non vi è mai stata la benché minima relazione tra la Prelatura Opus Dei e il Banco Ambrosiano o il signor Roberto Calvi, la Rumasa; ecc. Affermazioni di questo tipo, deformano l'immagine reale dell'Opus Dei, mescolandola con attività alle quali è completamente estranea, e manifestano un ostinato e sospetto impegno a presentare all'opinione pubblica la Prelatura come qualcosa che esiste soltanto nell'immaginazione di coloro ai quali danno fastidio le realtà chiare e meridiane che il Signore promuove nella sua Chiesa.

3) Per rettificare almeno i principali aspetti giuridici che risultano deformati nell'articolo, la Segreteria dell'Opus Dei in Italia precisa che:
a) tutti i Vescovi delle Chiese particolari nel cui territorio lavora la Prelatura —sempre con la loro approvazione espressa— posseggono un esemplare completo del Codice del Diritto Particolare dell'Opus Dei;
b) come è stabilito nella già citata dichiarazione della Santa Sede Praelaturae Personales, I, b e c; II, b; i laici dell'Opus Dei sono incorporati alla Prelatura;
c) gli unici testi legali medianti i quali è retta la Prelatura Opus Dei sono le norme del Diritto Generale, la Costituzione Apostolica Ut sit, con la Dichiarazione Praelaturae Personales e il Codice del Diritto Particolare dell'Opus Dei: in nessuno di tali testi compaiono le citazione che G. Zizola utilizza per fondare le sue informazioni sull'Opus Dei, che devono pertanto considerarsi prive di fondamento.


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Roma, 24 febbraio 1986
In relazione a un articolo apparso sul numero de L'Espresso di questa settimana, la Segreteria dell'Opus Dei per l'Italia ribadisce che:

1) Come già affermò ieri all'annuncio del servizio, non esiste né mai è esistito nessuno statuto segreto dell'Opus Dei.

2) Gli unici Statuti vigenti che reggono l'Opus Dei sono stati dati dalla Santa Sede all'atto della sua erezione in Prelatura. Il testo completo, che consta di 185 articoli, lo hanno tutti i Vescovi delle Diocesi in cui si trovano Centri dell'Opus Dei.

3) In questi Statuti (articolo 89 §2) si stabilisce che i membri dell'Opus Dei non debbono nascondere la loro appartenenza alla Prelatura. Sin dall'inizio dell'Opera il Fondatore ha scritto ed insegnato che lo spirito dell'Opus Dei rifugge completamente dal segreto e dalla segretezza.

4) Per disposizione del 2 agosto 1950, la Santa Sede concesse al Fondatore dell'Opus Dei la facoltà di apportare "i cambiamenti, i completamenti e i chiarimenti" al testo degli Statuti del 1950, che considerasse opportuni o utili alla evoluzione e necessità dell'Opus Dei. Servendosi di questa facoltà, il Servo di Dio Mons. Escrivá rielaborò gli Statuti a cominciare dallo stesso anno 1950, introducendo ampi cambiamenti e modifiche successivamente comunicati alla S. Sede, che li approvò. Si pervenne poi alla profonda revisione fatta dal Fondatore e dal Congresso Speciale dell'Opus Dei nel 1969, le cui linee maestre furono ugualmente presentate alla S. Sede.

5) Essendo notorio che il Diritto Particolare dell'Opus Dei era in via di revisione dal 1950, non si comprende come nell'articolo de L'Espresso si possano presentare come vigenti nell'Opus Dei norme che o non esistono o già da molti anni sono superate. E` assolutamente falso pertanto dire che è in vigore quel Codice.

6) Ciò che è presentato come una sensazionale novità ripete, inoltre, una vecchia disinformazione già apparsa in Francia nel 1970, chiaramente smentita con una comunicazione a Les Informations Catholiques Internationales (agosto 1970), che è perfettamente applicabile al caso presente. In essa si legge: "i pretesi testi di queste Costituzioni sono presentati in modo frammentario e unilaterale, privandoli così del loro valore e significato autentici, talché restano squalificati i giudizi personali fondati su tali testi".

7) Questa Segreteria deplora inoltre il tono insultante ed intimidatorio dell'articolo: si conferma l'impressione che sortite come quelle de L'Espresso tradiscano l'insofferenza di alcuni ambienti per la testimonianza di vita cristiana e per la vitalità dei cattolici che si sforzano di essere coerenti con il Magistero della Chiesa.


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Roma, 12 marzo 1986
La Segreteria dell'Opus Dei in Italia ribadisce quanto già detto in due precedenti comunicati (11 e 24 febbraio), nonché nelle dichiarazioni rilasciate all'ANSA nei giorni scorsi dal Vicario Regionale.

La Prelatura Opus Dei ha natura e fini esclusivamente spirituali (art. 2 dei suoi Statuti). Tutti i suoi membri sono tenuti al pieno rispetto delle leggi civili (art. 3, §2); godono della stessa piena libertà di cui godono tutti i cittadini cattolici, dovendosi le autorità della Prelatura astenere dal dare ogni e qualsivoglia consiglio in materia professionale, sociale, politica; ecc. (art. 88, §3). E` vietata assolutamente la clandestinità e ogni segreto per i medesimi fedeli della Prelatura Opus Dei (art. 89, §2). Gli Statuti da cui sono tratte queste citazioni sono gli unici assegnati dalla Chiesa alla Prelatura Opus Dei. Essi hanno la pubblicità prevista dalla normativa canonica. Ne sono in possesso integrale tutti i Vescovi nei cui territori sono stati eretti Centri dell'Opus Dei.

Ipotesi e interrogativi sollevati da alcuni parlamentari si riferiscono a un'immagine totalmente deformata dell'Opus Dei. La realtà della Prelatura Opus Dei è, grazie a Dio, totalmente diversa.

Romana, Nº 2, Gennaio-Giugno 1986, p. 113-116.

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