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Giovani europei in preghiera a Loreto

«In pellegrinaggio a Loreto per rispondere all’invito del Santo Padre, i giovani del nostro continente avevano di fronte una grande sfida: “costruire un’Europa che, fedele alle sue radici, sappia farsi cristianamente terra di accoglienza, di solidarietà, di pace”. Essi non hanno paura dei progetti grandi, della sofferenza o della croce; hanno paura della mediocrità. Per questo hanno accettato l’invito con attenzione e generosità. Sanno che il Papa è esigente con loro, ma non hanno paura perché hanno scoperto che una tale esigenza è segno del suo amore».
Con queste parole il Card. Eduardo Pironio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha commentato le giornate del Pellegrinaggio dei Giovani d’Europa a Loreto, celebrate dal 6 al 10 settembre in concomitanza con il VII centenario della Santa Casa. Proprio la ricerca di una “casa comune” è stato uno degli inviti rivolti da Giovanni Paolo II ai trecentomila giovani convenuti da tutta Europa nelle Marche: «Giovani dell’Europa in marcia verso il 2000, entrate in questa casa per costruire insieme un mondo diverso, un mondo in cui regni la civiltà dell’amore!».
Come è sempre successo negli incontri del Papa con i giovani, la risposta all’appello del Pontefice è stata entusiastica e ha spinto anche molti fedeli della Prelatura a promuovere viaggi da tutte le nazioni europee in cui l’Opus Dei è presente. Oltre ai gruppi provenienti da molte città italiane, si sono incontrati giovani che frequentano i Centri della Prelatura in Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Portogallo e altri.
In molte località si è cercato di preparare le giornate di preghiera con incontri di studio sugli insegnamenti di Giovanni Paolo II: la Residenza Universitaria Garnelles di Parigi ha organizzato nel corso dell’estate una serie di incontri sulla Lettera apostolica Tertio millennio adveniente. I gruppi provenienti dalla capitale e da altre località della Francia sono intervenuti a Loreto anche per trarre utili esperienze in previsione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà proprio a Parigi nel 1997.
In molti altri Centri della Prelatura, come per esempio la Residenza Universitaria Alsajara di Granada, sono state organizzate durante l’estate veglie di adorazione al Santissimo Sacramento, Rosari e giornate di preghiera per preparare il pellegrinaggio. Nei pressi di Barcellona è stato organizzato un corso di ritiro nei giorni immediatamente precedenti alla partenza.
Per tutti i giovani pellegrini si è trattato di un viaggio austero, privo di comodità e comfort: per risparmiare sui costi degli spostamenti, molti hanno ottenuto donativi, che spesso consistevano in viveri. Così, un gruppo di ragazze che frequentano i Centri della Prelatura di Londra. Una soluzione analoga è stata adottata dai gruppi provenienti da Santiago de Compostela e da varie città della Galizia, che ha ricevuto da una ditta di alimentari una scorta di viveri a lunga conservazione. In questo modo, essi sono stati in grado di contribuire più generosamente ai bisogni dei giovani della Bosnia-Erzegovina, come erano stati invitati a fare.
Molti dei giovani convenuti a Loreto hanno avuto la possibilità di stringere amicizie con ragazzi di altri Paesi. Al gruppo di studenti che provenivano dalla Residenza Universitaria Birkbrunn di Vienna se ne sono uniti altri di Salisburgo e di Praga; le giovani della Residenza Glenard di Dublino e del Centro Culturale Overdale di Limerick, in Irlanda, hanno alloggiato vicino a Macerata, insieme a studentesse polacche. Tutti sono rimasti colpiti dalla calorosa accoglienza ricevuta da parte dei giovani marchigiani, presso le cui famiglie molti dei pellegrini sono stati ospitati. Al termine del viaggio gli studenti austriaci e cechi, come i loro colleghi delle più svariate nazionalità, hanno riscontrato come queste giornate con il Romano Pontefice aiutino a consolidare la propria fede e l’amore per la Chiesa.
Dopo le giornate di Loreto, diversi gruppi hanno sostato in visita a Roma, dove hanno pregato nella Basilica di San Pietro e sulla tomba del Beato Josemaría Escrivá, nella Chiesa prelatizia di Santa Maria della Pace. Prima del rientro, alcuni studenti di varie nazionalità hanno avuto l’opportunità di assistere ad un incontro con il Prelato dell’Opus Dei, che li ha incoraggiati ad incrementare la preghiera per il Romano Pontefice e testimoniare nei fatti la propria fedeltà ai suoi insegnamenti.
Alcune settimane dopo il ritorno in patria, il gruppo proveniente da Lisbona e da varie altre città del Portogallo si è riunito nel Centro di convegni Penaferrim (nei pressi di Sintra) per studiare come mettere in pratica le idee emerse dalla catechesi del Papa a Loreto.

Romana, Nº 21, Luglio-Dicembre 1995, p. 409-411.

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