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Nel segno della solidarietà

Nell’enciclica Evangelium vitæ, il Santo Padre Giovanni Paolo II scrive: «È un servizio d’amore quello che tutti siamo impegnati ad assicurare al nostro prossimo, perché la sua vita sia promossa e difesa sempre, ma soprattutto quando è più debole e minacciata”. Queste parole, insieme ai molteplici interventi del Pontefice in favore di una nuova cultura della solidarietà, hanno spronato molti cristiani a promuovere fattive attività di cooperazione sia a livello nazionale che internazionale.
In queste pagine riportiamo alcune delle iniziative promosse, nel semestre appena trascorso, dai fedeli della Prelatura in diversi Paesi.
Un gruppo di studentesse universitarie del Centro Universitario Carraigburn di Dublino ha organizzato nel corso dell’estate un’attività di cooperazione presso un ospedale di Vilnius, in Lituania. Le partecipanti, assieme ad altre studentesse che frequentano i Centri della Prelatura a Stoccolma e a Helsinki, hanno portato dall’Irlanda medicine e strumenti scientifici per la clinica, dove hanno lavorato per due settimane soprattutto nella manutenzione dei locali.
Ancora a Vilnius, il Club De Stade di Amsterdam ha organizzato un’attività di assistenza a bambini ritardati: un gruppo di studentesse olandesi, sotto la guida del Dott. van Dijck, fisioterapista, ha operato nell’applicazione della terapia Dolman e ha assistito le famiglie dei piccoli malati.
Un’altro programma di solidarietà sociale attivato in Lituania è stato promosso dalla Residenza Universitaria Brévent di Parigi e si è svolto nel mese di luglio. In collaborazione con l’Università di Vilnius e su iniziativa di alcuni membri della Prelatura in Lituania, i volontari hanno dato vita ad iniziative per la diffusione della lingua e della cultura francese tra gli studenti delle scuole superiori. I corsi sono stati tenuti nella cittadina di Valkininkai, a sud di Vilnius, e sono durati tre settimane. Oltre alle lezioni di grammatica e di conversazione nella lingua di Molière, è stata allestita la rappresentazione teatrale di un classico del teatro francese, alla presenza delle autorità educative del luogo.
Nello stesso periodo, più di centocinquanta studentesse universitarie di Barcellona hanno partecipato ad altri campi di lavoro tenutisi nelle Repubbliche Baltiche di Lituania ed Estonia. L’attenzione si è incentrata su vari istituti di Tallin, capitale dell’ Estonia (ospedali e ricoveri) e di Kretinga, in Lituania (un orfanatrofio e un ricovero per anziani). Le attività, curate in particolare da studentesse di Medicina ed Infermieria, sono consistite nell’assistenza a malati terminali ed nella promozione di programmi educativi complementari per bambini. Durante il campo di lavoro, le studentesse hanno ricevuto alcune visite del Nunzio della Santa Sede nei Paesi Baltici, Mons. Justo Mullor, che le ha incoraggiate a diffondere il messaggio dell’Opus Dei.
Dal centro culturale Währing di Vienna un gruppo di universitarie si è trasferito nella città di Maribor, in Slovenia, a pochi chilometri dalla frontiera austriaca, dove ha prestato assistenza agli oltre seicento anziani ricoverati in un ospizio cittadino.
Dal Club Nord di Friburgo (Svizzera) è stato promosso un progetto sociale in Ungheria. Le partecipanti, provenienti in maggioranza dalla Svizzera francese, hanno operato nell’assistenza a un orfanotrofio e nell’organizzazione di lezioni di lingue. Il progetto, svoltosi nella sua prima fase nelle ultime due settimane di luglio, è stato successivamente completato da un secondo gruppo di studentesse, provenienti dalla Svizzera tedesca, che frequentano il Centro Sonnegg di Zurigo.
In Romania è stato organizzato per il secondo anno consecutivo un programma di cooperazione medico-sanitaria presso la Scuola Sanitaria S. Iosif ed alcuni ospedali di Craiova. L’attività ha coinvolto un gruppo di medici provenienti da Milano, Torino e Como, che hanno portato sul posto apparecchiature, medicinali, materiale sanitario e scientifico-didattico (donati da privati e da aziende del settore farmaceutico), che è stato poi donato agli istituti locali. Inoltre, con l’intento di stabilire i primi contatti con i responsabili del servizio sanitario della città, è stato creato un ambulatorio di medicina generale e cardiologia. L’iniziativa, oltre a fornire un’apprezzata consulenza medica alla popolazione locale, ha permesso di identificare i principali problemi medico-sanitari del territorio. Utili scambi di esperienze con medici rumeni, soprattutto nel campo dell’oncologia e della chirurgia pediatrica, hanno scandito l’attività dell’équipe italiana, che ha avuto il ringraziamento ufficiale da parte delle autorità municipali e accademiche.
Il Centro ELIS di Roma ha promosso nei mesi di luglio-agosto due campi di lavoro nel villaggio di Blinisht, in Albania, a sud di Scutari. I volontari hanno effettuato vari interventi di messa in opera di alcune infrastrutture indispensabili per il funzionamento della scuola del paese (servizi igienici, condizionamento dei locali, ecc.), oltre a promuovere un corso di formazione professionale per ragazzi, a cui hanno fornito le nozioni di base della professione di elettricista. Durante il campo di lavoro, alcuni medici hanno effettuato decine di visite agli abitanti del posto presso un ambulatorio locale.

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Un gruppo di universitari statunitensi ha partecipato a un’attività di volontariato a Nuova Delhi, promossa dal Centro Universitario Northview di Chicago e da un altro Centro della Prelatura, Warwick House, di Pittsburgh. Nella capitale dell’India, gli studenti americani hanno tenuto dei corsi di inglese per i bambini poveri che frequentano la “Sahoday School”, oltre a prendersi cura della manutenzione di alcuni locali dell’edificio, in collaborazione con il Kamet Study Centre, Centro della Prelatura a Nuova Delhi. Sulla falsariga dell’enciclica Sollicitudo rei socialis, sono state organizzate lezioni di dottrina sociale della Chiesa, oltre a lezioni di catechismo per gli studenti cattolici. Tra l’altro, sono stati proposti anche molti incontri culturali, concerti, gare sportive e dibattiti.
Dal Centro Culturale Adrech, di Aix-en-Provence (Francia), è stato promosso un campo di lavoro in Palestina, a Betlemme. Una quindicina di studenti francesi, con l’aiuto di giovani palestinesi e di alcuni membri dell’Opus Dei che vivono a Gerusalemme, ha impartito lezioni di lingua e letteratura francese presso gli edifici di un college betlemita.
Dalla città spagnola di Santiago de Compostela, la Residenza Universitaria La Estila ha organizzato due settimane di lavoro a L’Avana, capitale di Cuba, dove numerosi studenti universitari si sono impegnati a portare un aiuto concreto agli ospizi di San Francisco de Paula e Santovenia, che accolgono circa settecento persone. All’assistenza degli anziani e alla manutenzione dei locali sanitari, si sono alternate attività di animazione presso la Escuela Juvenil de Verano dell’Avana, frequentata da circa centocinquanta bambini di famiglie poverissime. Inoltre gli studenti hanno consegnato ai responsabili locali un consistente carico di prodotti farmacologici di base, che si è rivelato utilissimo, vista la carenza di medicinali di cui soffre la capitale cubana.
Agli inizi dell’estate ha avuto luogo la quinta edizione del campo di lavoro a Jarabacoa, nella Repubblica Dominicana, realizzata, come le precedenti, con la collaborazione di studenti universitari e liceali che frequentano i Centri della Prelatura di varie città del Portorico e la Residenza Universitaria Vallenuevo di Santo Domingo. Quest’anno essi hanno contribuito alla costruzione di un centro comunale presso la comunità di Jarabacoa, in provincia di Vega. Inoltre i volontari hanno impartito lezioni di dottrina cristiana ai ragazzi della zona.
Da Madrid, un gruppo di studenti universitari ha dedicato le vacanze al progetto di cooperazione allo sviluppo nella località di San Pablo del Lago, 80 km. a Nord di Quito, in Ecuador. Si tratta della quarta edizione del campo di lavoro, che quest’anno si è posto come obiettivo l’intervento per ristrutturare alcune case del villaggio, che conta circa 12.000 abitanti con una grande percentuale di analfabeti. Oltre all’aiuto materiale (apportato anche con l’assistenza medica presso un ambulatorio nelle vicinanze di San Pablo e con la distribuzione di 200 kg. di medicine), sono stati allestiti anche corsi di alfabetizzazione e di catechismo della dottrina cristiana per persone di tutte le età. Il progetto ha riscosso un’accoglienza assai positiva da parte delle autorità ecuadoriane: basti pensare che il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire una calorosa lettera di ringraziamento, mentre il Ministro del Turismo e delle Comunicazioni ha ricevuto a Quito i partecipanti al progetto.
Dalla Residenza Universitaria Hogeland di Amsterdam è partita l’iniziativa di una ventina di studentesse, provenienti da tutta l’Olanda e desiderose di offrire assistenza medica e odontoiatrica gratuita in una zona rurale del Nord del Paraguay. Le volontarie olandesi hanno collaborato con studentesse e professioniste locali, promuovendo anche una campagna di igiene e prevenzione delle malattie. In un secondo momento, il territorio di intervento si è spostato nei quartieri periferici della capitale, Asunción, presso il reparto di Pediatria dell’Hospital de Clínicas.
Numerose studentesse universitarie, provenienti da varie città britanniche (Glasgow, Leeds, Manchester, Oxford e Londra), hanno preso parte ad un programma di assistenza ideato a Condoray, opera apostolica per la promozione delle donne, svoltosi nel mese di settembre a Cañete, in Perù. Obiettivo principale è stato quello di controllare le condizioni di salute di tutti i bambini della zona e di offrire loro i supporti nutritivi necessari allo sviluppo. Nelle settimane di assistenza sono stati raggiunti venticinque villaggi della valle di Cañete, per un totale di duemila bambini. Oltre all’aiuto materiale, il programma si è proposto di offrire un contributo per rimediare le cause della denutrizione e alla mancanza di igiene, e insegnare le nozioni basilari dell’alimentazione.
Una tradizione pluriennale di workcamps è quella che i membri della Prelatura promuovono nei mesi di vacanza scolastica in varie isole dell’arcipelago delle Filippine. Quest’anno sono stati organizzati quattro campi di lavoro a Cebú City, Lipa City e Victorias, che hanno coinvolto più di settanta volontari, in maggioranza studenti.
A San José, nell’isola di Mindoro Occidentale, un’attività di promozione rurale è stata condotta da alcune studentesse e professioniste che frequentano Centri dell’Opus Dei. Esse hanno fornito un servizio di assistenza medica in numerosi quartieri poveri della città, raggiungendo circa ottocento persone. Per i bambini si sono tenute una serie di lezioni di catechismo, mentre agli adulti sono state rivolte lezioni sui valori umani e sulla famiglia.
Da Lagos, capitale della Nigeria, alcuni universitari che frequentano il centro Akoka hanno partecipato a un campo di lavoro nella vicina Repubblica del Benin. I volontari hanno condotto attività sociali nella città di Cotonu, capitale del Benin: tra l’altro, hanno prestato assistenza presso una scuola per ciechi e sviluppato un seminario di studi sulle virtù. I volontari hanno ricevuto la visita di alcune autorità locali, tra cui il Ministro della Salute, Veronica Lawson, ed il Ministro della Gioventù e dello Sport, Alhassan Albert Tigri.
Da alcuni Centri della Prelatura di Cadice e Siviglia, in Spagna, un gruppo di medici e studentesse di Medicina ha raggiunto un villaggio situato a Sud di Abidjan, in Costa d’Avorio. L’organizzazione (conseguimento dei fondi e del materiale necessario) è durata per l’intero anno accademico precedente. Così, nel mese di agosto, le volontarie sono state in grado di trasportare oltre una tonnellata di medicinali, vestiti e piccoli elettrodomestici. Sul luogo sono state organizzate attività rivolte a diversi gruppi di persone: educazione elementare per bambini, norme di igiene e di prevenzione delle malattie per gli adulti e corsi di economia domestica. Su richiesta degli abitanti, le partecipanti al campo hanno collaborato anche al restauro della chiesa del villaggio.
Durante i mesi di luglio e settembre varie decine di studenti dell’Università di Kinshasa, che frequentano le attività formative del Centro Culturale Loango, hanno partecipato a un progetto di assistenza sociale nella zona rurale di Kimbondo, a sud della capitale dello Zaire. Gli obiettivi previsti erano molteplici: tra gli altri, diffondere nozioni basilari di igiene, alimentazione, cura delle principali malattie infantili; compilare una mappa della situazione sanitaria della zona; costruire latrine e sistemi sanitari in alcuni dei villaggi, ecc. Il campo dei volontari è stato allestito sul terreno dove vari fedeli della Prelatura, in collaborazione con altre persone, stanno edificando un ambulatorio medico.

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Solidarietà non significa solo cooperazione internazionale: basta percorrere le periferie delle grandi metropoli per scoprire situazioni precarie e, con un po’ di buona volontà, contribuire a risolverle.
In quest’ottica, l’Ernescliffe College di Toronto (Canada) ha dato vita nel mese di agosto alla seconda edizione di un programma formativo per ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, molti di loro figli di immigrati, nel quartiere di Regent Park. L’iniziativa è stata finanziata dalle autorità cittadine, con il sostegno di numerosi privati cittadini. L’ASE Program —questo il suo nome— si è articolato in attività culturali, sportive ed escursionistiche, a cura di un’équipe di studenti liceali e universitari che frequentano Ernescliffe.
Con il coordinamento offerto da studenti e professionisti che frequentano il Centro Dunreath, ha visto la luce a Glasgow (Gran Bretagna) il programma Citywise, che ha allestito attività culturali e sportive in un quartiere periferico della città. Al termine è stato pubblicato un libro di poesie scritte da giovani partecipanti a Citywise, alcuni dei quali sono stati intervistati da una radio locale insieme agli organizzatori dell’attività.
In Francia, alcuni membri del Club Fennecs di Parigi hanno costituito l’associazione Solidarité Service, il cui fine è di aiutare persone sole, anziane o malate: oltre all’assistenza personale, l’associazione offre ausilio tecnico a domicilio per interventi di manutenzione e riparazione. Il servizio è gratuito, si svolge in stretto contatto con gli organismi assistenziali del municipio e con la collaborazione di numerosi studenti sotto la direzione di uno specialista.
Anche le grandi metropoli degli Stati Uniti presentano sacche di miseria e abbandono. Da molti anni, Cooperatori e fedeli della Prelatura sono impegnati nel contribuire al riscatto di quelle aree. Riportiamo un paio di attività svolte nel semestre.
Il Crotona Achievement Program, indirizzato allo sviluppo della gioventù dei quartieri più poveri di New York, ha ormai raggiunto la settima edizione. Tra il 3 luglio e il 12 agosto, ottanta ragazzi del Bronx, per lo più figli di immigrati, hanno preso parte al programma: oltre a vari appuntamenti sportivi, l’orario quotidiano offriva ai ragazzi opportunità di studio ed approfondimento intellettuale e spirituale. Al termine delle sei settimane, come è tradizione, è stata pubblicata una rivista a cura dei partecipanti al Crotona Program.
Anche il Tenley Study Center di Washington D.C. sta promuovendo da qualche anno un’iniziativa di solidarietà rivolta a ragazzi dei quartieri poveri della città, in maggioranza afroamericani. Settanta di loro hanno usufruito nell’estate scorsa dell’assistenza personalizzata offerta da uno staff di studenti, tra i quali alcuni dei partecipanti alle prime edizioni del programma, questa volta in veste di tutors. Anche quest’iniziativa si è articolata in attività sportive e culturali, con visite a musei e parchi, che hanno avuto come esito un sensibile miglioramento del rendimento scolastico dei partecipanti.

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Una riflessione più generale sulle iniziative sociale tesa ad ottenere, attraverso lo scambio di esperienze, una sempre maggiore incisività, è stata la prospettiva delle Giornate della Solidarietà, tenutesi a Torreciudad (Spagna) dall’11 al 15 ottobre. Durante il convegno, giunto alla seconda edizione, sono state presentate più di quaranta iniziative sociali realizzate in Paesi diversi. Oltre all’assistenza sociale sono emersi molti altri esempi di solidarietà, tra cui la cooperazione universitaria tra studenti di nazionalità e continenti differenti.

Romana, Nº 21, Luglio-Dicembre 1995, p. 411-416.

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