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Nel mondo della cultura

Le seguenti notizie riguardano alcune attività culturali svolte presso Residenze Universitarie, Centri Culturali e altre opere apostoliche promosse da fedeli della Prelatura assieme ad altre persone in vari Paesi.

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L’identità della letteratura autoctona e le risposte che essa può offrire alla crisi culturale attuale è tema di grande attualità per gli intellettuali di tutto il continente africano: infatti, malgrado la notevole varietà delle lingue, delle sensibilità e dei costumi che caratterizzano l’Africa, l’esistenza di un denominatore comune è riconosciuta in modo concorde.
Con l’aiuto di docenti della Facoltà di Filologia, è stato organizzato presso il Centre Culturel Comoè, di Abidjan, un gruppo di riflessione e dialogo su temi letterari rivolto agli studenti degli ultimi anni delle Facoltà umanistiche.
La tradizione plurisecolare dei regni dell’Africa Occidentale deve molto ad Amadú Hampaté Ba, intellettuale bambará morto di recente ad Abidjan. Hampaté Ba è riuscito a far sì che buona parte delle tradizioni orali dei popoli malenké (sud del Mali, nord della Guinea e della Costa d’Avorio) non andasse perduta. La professoressa Assi Diané, nel corso di una relazione organizzata dal Cercle Littéraire sulla figura di Amadú Hampaté Ba, ha sottolineato il caratteristico stile dell’autore, semplice e vivo, che gli permetteva di comunicare messaggi suggestivi e profondi, come i tradizionali griots, che nelle notti di luna piena raccontavano storie ascoltate con piacere sia dagli anziani che da bambini.
Bernard Dadié, autore emblematico di lingua francese, è stato presentato da Barthélemy Kotchy, mentre il Prof. Urbain Amoa, della Scuola Normale Superiore, ha parlato dell’Estetica nella poesia della Costa d’Avorio.
Il Cercle Littéraire ha studiato anche l’immagine e il mito della nigrizia in Jean Cocteau, del quale ha parlato il Prof. René Gnalega, della Facoltà di Filologia dell’Università di Cocody. Nel settore della linguistica, il Prof. Michel Delabre, profondo conoscitore del mondo universitario dei Paesi francofoni, ha trattato le questioni più dibattute negli ultimi trent’anni riguardanti l’evoluzione del francese nelle antiche colonie sotto l’influenza del rispettivo substrato culturale.

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Greygarth Hall, una Residenza per studenti dell’Università di Manchester, ha organizzato negli ultimi due anni alcuni seminari specifici per laureati: Greygarth Postgraduate Forum. Tema frequentemente affrontato nel Forum è stato lo sviluppo della scienza per il bene dell’umanità. Il Forum del 2 dicembre aveva come titolo “Sviluppo o esplosione”. David Coleman, professore di Economia Agraria ha tenuto una conferenza su “Il futuro alimentare del mondo”. Gerardo Celis e Yuichi Kodaira, due residenti di Greygarth Hall, hanno parlato, rispettivamente, di “Sviluppo oltre i mercati” e “Agricoltura in Etiopia”.
Oltre al Forum per laureati, in Greygarth Hall sono state organizzate conferenze informali. Fra gli invitati degli ultimi mesi c’è stato un famoso fotografo, un calciatore di fama internazionale, il presidente d’una delle più grandi aziende pubbliche del Regno Unito, un veterano della Seconda Guerra Mondiale e il Prof. Peter Ainsworth, dell’Università di Liverpool, che ha parlato su “La poesia: un lusso che non possiamo mantenere?”.

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«Che cos’è l’uomo? L’individuo è una persona? Che cosa significa avere personalità? Un animale può essere persona o avere personalità?». Ecco alcuni fra gli interrogativi affrontati dai partecipanti alle Giornate Filosofiche in Montagna (2ª edizione), svoltesi dal 16 al 22 settembre presso il Centro Zieglerhof, in Ettal (Baviera). Hanno assistito molte studentesse di varie università dalla Germania, dell’Austria e della Svizzera.
Il primo relatore è stato il Prof. Albert Zimmermann, ordinario di Filosofia presso l’Università di Colonia, che ha analizzato i fondamenti della dignità dell’uomo e della libertà. A seguire, un intervento del Prof. Harald Bienek sull’antropologia cristiana e, subito dopo, numerosi gruppi di lavoro su diversi argomenti, quali il temperamento umano, le virtù, l’affettività e la maturità: le discussioni sono state guidate dalla pedagoga Brigitte Weber, dalla psicologa Beatrix Weber de la Croix e dalla biologa Mariona Durany. La dottoressa Lydia Reichegger, di Innsbruck, ha esaminato i problemi dell’etica secondo la filosofia contemporanea.
Un incontro è stato dedicato alla presentazione di una bibliografia filosofica fondamentale, strumento efficace per una corretta impostazione, in sintonia con la fede, di argomenti così importanti e dibattuti.

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A San Pietroburgo, dal 1º al 9 settembre, studenti universitari di diversi paesi dell’Europa Occidentale hanno partecipato insieme a colleghi russi a un convegno organizzato dal Bulevardi Foorumi, di Helsinki, sulla cultura russa e la sua dimensione europea.
I relatori erano professori russi di letteratura, storia, economia, sociologia delle religioni, diritto e altre materie umanistiche. La lingua ufficiale del convegno è stato l’inglese. Ogni conferenza era seguita da una riunione di lavoro. Nel pomeriggio i partecipanti hanno visitato i monumenti più importanti di San Pietroburgo.

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Il 26 ottobre 1996 è stato festeggiato il primo anniversario del Club Chalet 5. Il club, che svolge attività per giovani professioniste di Singapore, negli ultimi mesi ha organizzato incontri letterari, serate culturali e “culinarie”, cineforum e molte altre iniziative.
La presidentessa e la tesoriera del Chalet 5 hanno presentato gli obiettivi di sviluppo delle attività e hanno distribuito un questionario per individuare gli interessi delle partecipanti e il loro grado di disponibilità a collaborare.

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Studenti e giovani professionisti hanno avuto di discutere con alcuni giornalisti famosi nella serie di incontri “Meet the Press”, organizzata da membri della Prelatura e da loro amici presso il Riverside Study Center di New York.
Ronald B. Lieber, del “Fortune Magazine”, ha offerto alcuni consigli sull’orientamento della professione nell’era del corporate downsizing. Lieber, venticinquenne, ha spiegato come è riuscito a far pubblicare il suo primo libro, diventato subito un best-seller.
Il Prof. Peter Herford, della Columbia University School of Journalism, ha parlato delle potenzialità e dei rischi delle nuove tecnologie di comunicazione. Internet — ha detto Herford — grazie alla facilità d’accesso all’informazione, può avere un effetto assai positivo nel mondo della comunicazione, ma non bisogna dimenticare anche il rischio dell’isolamento della persona insito nelle nuove tecnologie.
Altri relatori di questa serie di incontri sono stati William Park, docente di critica cinematografica nel Sarah Lawrence College ed il Prof. George McKenna del City College di New York.

Romana, Nº 23, Luglio-Dicembre 1996, p. 233-236.

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