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XXV Simposio Internazionale di Teologia

Il XXV Simposio Internazionale di Teologia dell’Università di Navarra è stato dedicato al tema “La Sacra Scrittura, Parola attuale” e si è svolto a Pamplona dal 21 al 23 aprile. Era rivolto sia ai teologi che alle persone interessate agli studi biblici.

Sono intervenuti relatori di diverse Università europee e più di un centinaio di persone. Il Simposio, come ha spiegato il suo presidente, professor Gonzalo Aranda, si proponeva, per un verso, “di riflettere sul fatto che i Libri Sacri, pur essendo documenti del passato, sono contemporanei a tutte le epoche e, nella Chiesa, rimangono costantemente operativi”; per un altro verso, voleva anche “trattare dell’efficacia e dell’operatività che la Bibbia ha mostrato e sta mostrando in alcuni aspetti della cultura e della religione, e spiegarne per quanto possibile il perché”.

Il professor Aranda ha ricordato che “la Bibbia è il libro più diffuso del mondo. Ben poche famiglie, nella civiltà occidentale, non hanno in casa una copia della Bibbia. Spesso e certamente la Bibbia viene valutata in base alla sua antichità; talvolta in base agli insegnamenti morali oppure per la storia che narra; ma per un cristiano la Bibbia deve essere ed è qualcosa di più: lo strumento grazie al quale oggi si ascolta ciò che Dio dice di se stesso e del suo modo di intervenire nella storia dell’uomo; di conseguenza il lettore si sente invitato a diventare protagonista di tale storia, che è orientata a un finale pieno di speranza per l’uomo e per il mondo, simbolicamente descritto nell’ultimo libro sacro, l’Apocalisse”.

Le conferenze sono state distribuite secondo le tre angolazioni in base alle quali è possibile studiare i Libri Sacri: come testi letterari, come espressioni della fede e della liturgia della Chiesa, nonché come propulsori della spiritualità cristiana.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato il prof. Manuel Casado, uno dei vicerettori dell’Università di Navarra, e il prof. Francisco Varo, Decano della Facoltà di Teologia. La prima giornata del Congresso è stata dedicata allo studio dell’attualità del testo biblico in sé e attraverso la sua presenza nella letteratura, nell’arte e nel cinema. Le relazioni sono state presentate da Miguel Ángel Garrido, del Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche di Madrid, Jean-Michel Poffet, OP, Direttore della Scuola Biblica Francese di Gerusalemme, Enrique Banús, Direttore del Centro Studi Europei dell’Università di Navarra, e Juan Orellana, della Facoltà di Lettere e Comunicazione dell’Università San Paolo-CEU di Madrid.

La seconda giornata ha affrontato temi come La Sacra Scrittura e la formulazione della fede, L’operatività e l’efficacia della Sacra Scrittura nella Liturgia, La Bibbia nella configurazione del giudaismo, del cristianesimo dei primi secoli e della Teologia, ecc. Hanno presentato comunicazioni Ermenegildo Manicardi, Presidente dello Studio Teologico Accademico di Bologna, Juan Chapa, della Facoltà di Teologia dell’Università di Navarra, Miguel Pérez, Presidente dell’Associazione Spagnola di Studi Ebraici e Giudaici, Marcelo Merino, pure della Facoltà di Teologia dell’Università di Navarra, e Paul O’Callaghan, Decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

L’ultimo giorno lo studio si è concentrato sull’efficacia della Sacra Scrittura nella configurazione della vita cristiana e della spiritualità liturgica, oltre che sulle ripercussioni della Bibbia sulla teologia morale e sul comportamento del cristiano. Sono intervenuti Bernardo Estrada, della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Alfredo López-Vallejos, Direttore della Sezione di Ecumenismo e Relazioni Interreligiose dell’Arcivescovado di Pamplona, e Teodoro López, della Facoltà di Teologia dell’Università di Navarra.
La conferenza di chiusura, “La Bibbia negli scritti di San Josemaría Escrivá”, è stata pronunciata da Francisco Varo, Decano della Facoltà di Teologia dell’Università di Navarra, organizzatrice del Simposio. Il professor Varo ha affermato che “per San Josemaría il Vangelo è un libro che permette di accostarsi ad alcuni fatti del passato che continuano ad essere attivi nel presente e dai quali il lettore è chiamato a farsi coinvolgere, ascoltando e comprendendo che le parole sono dirette a lui. San Josemaría – ha aggiunto – non entra nella Bibbia come un collezionista in un negozio d’antiquariato. Nel leggere i testi non si limita a ricostruire momenti passati; al contrario, li legge facendoli diventare vita che si inserisce pienamente nella vicenda culturale e religiosa di ogni momento”.

Il prof. Varo ha spiegato che per San Josemaría “Gesù non è una figura ammirevole che solo un’immaginazione creativa può ricostruire tra i resti archeologici di oltre duemila anni fa, ma Gesù Cristo risuscitato vive anche ora, e cerca nel nostro tempo discepoli che vivano con lui e lavorino accanto a lui, donne e uomini che, identificati con Cristo, lo facciano presente nel mondo”.

Romana, Nº 38, Gennaio-Giugno 2004, p. 86-87.

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