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Il Cardinale Joseph Ratzinger nel Seminario Internazionale della Prelatura in Roma

Il giorno 11 aprile, vigilia della Domenica delle Palme, il Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, si è recato in visita al Collegio Romano della Santa Croce, Seminario Internazionale della Prelatura della Santa Croce e Opus Dei.

Al suo arrivo, poco prima delle ore 17, erano ad attenderlo il Prelato dell'Opus Dei, Mons. Alvaro del Portillo; il Vicario Generale, Mons. Javier Echevarría; il Vicario Sacerdote Segretario, Mons. Francisco Vives; il Rev. Dott. Rolf Thomas, membro del Consiglio Generale della Prelatura, e il Rettore del Seminario, Rev. Dott. Paulino Busca. Insieme con loro, il Cardinale si è diretto all'Oratorio di Nostra Signora degli Angeli, dove ha celebrato una Messa solenne per gli alunni e i professori del Centro. Diversi sacerdoti e diaconi della Prelatura hanno assistito il Cardinale durante la Messa.

Nell'omelia, il Card. Ratzinger ha glossato i testi liturgici, soffermandosi sulla "compassione" della Madonna presso la Croce di Gesù.

La preghiera dei fedeli, in italiano, spagnolo, portoghese, inglese, francese, olandese e tedesco, è stata letta da alunni provenienti dai Paesi rispettivi.

Alla Santa Messa è seguito, nell'Aula Magna del Centro, un incontro in onore del Cardinale. Come prolusione, Mons. Alvaro del Portillo ha pronunciato le seguenti parole:

"Ringrazio Sua Eminenza, in primo luogo, per essere venuto a celebrare la Santa Messa e a predicare l'omelia, in questo Seminario Internazionale della Prelatura. E' per noi motivo di gioia che ora Ella possa partecipare a una riunione informale con professori e alunni di questo Centro: chi interverrà cercherà di far sì che Sua Eminenza possa trascorrere un momento piacevole.

Prima di cominciare questo incontro —che Mons. Escrivá chiamava tertulia, cioè riunione di famiglia—, desidero ringraziare ancora una volta Vostra Eminenza, a nome di tutti, per il coraggio e la chiarezza con cui —anche se V. E. penserà che è un dovere di tutti— Ella sta aiutando il Vicario di Cristo nella tutela del depositum Fidei, e per l'impegno che profonde in quell'aspetto fondamentale della pastorale della Chiesa che consiste nella promozione dell'autentica conoscenza della dottrina cattolica in tutto il mondo.

Mi consta che i fedeli della Prelatura sono particolarmente grati per gli ultimi documenti della Congregazione che Sua Eminenza presiede, perché essi illuminano questioni fondamentali del dogma e della morale. I laici e i sacerdoti della Prelatura cercano con impegno di trasmettere questa luce, nei loro compiti quotidiani, con l'esempio e con la parola, in un lavoro che si estende a tutti gli ambienti della società civile.

Dal canto suo, questo Seminario Internazionale, come gli altri Centri della Prelatura, accoglie codesti documenti, dal momento della loro promulgazione, come materia di studio e di ricerca, assumendoli poi come guida costante nelle iniziative di divulgazione, che da questi Centri vengono promosse.

Chiedo alla Vergine, Madre del Redentore, che continui ad aiutare Sua Eminenza nel suo lavoro di servizio alla Santa Chiesa.
E spero che possano ripetersi incontri di questo tipo".

E' poi intervenuto il Rettore del Seminario, Rev. Don Paulino Busca, ricordando che il Fondatore dell'Opus Dei aveva "tre grandi amori": Cristo, Maria, il Papa. Già molti anni fa aveva insegnato ai suoi figli a pregare per il Santo Padre e i suoi collaboratori.

"Per questa ragione —ha proseguito il Rettore— è motivo di grande gioia la presenza di una delle persone che maggiormente condividono il peso della Chiesa, che il Signore ha posto sulle spalle del Romano Pontefice. In seguito a questa visita, com'è logico, gli alunni e noi professori pregheremo ancor di più per il Cardinale e per le sue intenzioni, specialmente il Giovedì Santo, giorno in cui Sua Eminenza festeggerà il suo sessantesimo compleanno".

Un caloroso applauso ha accolto le ultime parole del Rettore.

"Gli alunni qui presenti —ha aggiunto— provengono dal laicato della Prelatura e si preparano a collaborare in futuro come sacerdoti alla cura pastorale di tutti i membri della stessa Prelatura —fedeli laici, nella stragrande maggioranza— e a realizzare insieme con loro, in cooperazione organica, un apostolato che si propone di diffondere in ogni ambito della società la consapevolezza della chiamata universale alla santità. Sono certo che Vostra Eminenza terrà particolarmente presenti i ventisei alunni —ora diaconi— che il 21 giugno riceveranno l'ordinazione sacerdotale dal Santo Padre".

Il Rettore ha concluso spiegando che non era possibile che intervenissero tutti i presenti, dal momento che il Seminario Internazionale della Prelatura conta più di duecento alunni, provenienti da trenta Paesi. Si era perciò preparata una selezione rappresentativa.

Nove alunni si sono allora succeduti, narrando al Cardinale episodi apostolici ed esperienze personali che ciascuno, prima di venire a Roma, aveva vissuto nell'esercizio del lavoro professionale, o nel proprio ambiente culturale, sociale o familiare. Sono state intercalate a questi racconti interpretazioni artistiche e musicali, anch'esse preparate dagli alunni. Il coro ha infine intonato una composizione polifonica tedesca, dedicandola in modo speciale al Card. Ratzinger.

A conclusione dell'incontro, il Card. Ratzinger ha voluto porgere a tutti il suo saluto:

"Eccellenza, cari amici,

vorrei essere breve, ed esprimere semplicemente un profondo e cordiale grazie per questa serata. E' stato davvero bello, una vera ricreazione spirituale, presenziare a questa testimonianza, così ricca di una grande cultura umana e spirituale, realmente cattolica, a questa testimonianza di una cattolicità vissuta, che abbraccia tutto ciò che è autenticamente umano, e si offre a tutte le civiltà, a tutte le grandi espressioni dell'essere umano.

E' stato particolarmente commovente, per me, vedere come, in tanti ambienti che sembrano essere opposti o, per lo meno, molto lontani dalla nostra fede, è nondimeno presente la forza dello Spirito Santo, la forza di Dio, e l'Opera di Dio si realizza; vedere come nel mondo dei mass-media o in diversi altri ambienti di cultura orientata solo verso gli aspetti temporali, superficiali ed esteriori, la forza dello Spirito Santo sa a suo modo trovare l'uomo, sa creare nuove iniziative.

E vorrei anche esprimere la mia gratitudine per questa Opera, che realmente si offre a Dio per realizzare la Sua Opera. Mi sento dunque davvero arricchito da questa serata".

Dopo aver espresso il suo rimpianto per non essere venuto in precedenza, il Cardinale ha così concluso:

"Finalmente sono qui, e vi sono grato per questa bella esperienza. Vorrei semplicemente ringraziare tutti quelli che ci hanno allietato con i loro racconti e con la loro musica, e tutti i presenti: tutti quanti formano la gran famiglia che offre al nostro tempo queste esperienze e questa forza dello spirito di fede".

Romana, Nº 4, Gennaio-Giugno 1987, p. 111-113.

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