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50º anniversario dell’omelia Amare il mondo appassionatamente

L’8 ottobre 1967 san Josemaría pronunciò nel campus dell’Università di Navarra (Spagna) l’omelia Amare il mondo appassionatamente. Il testo condensa in maniera singolare la predicazione del fondatore dell’Opus Dei sulla santità nella vita ordinaria. Cinquanta anni dopo, quelle parole continuano a ispirare uomini e donne in tutto il mondo, incoraggiandoli a trovare Dio nelle realtà più quotidiane.

In uno speciale video interattivo che il sito web della Prelatura ha preparato per il 50° anniversario, il prelato dell’Opus Dei ha ricordato: «L’importanza di questa omelia sta soprattutto nel fatto che san Josemaría trasmise la sostanza dello spirito dell’Opus Dei – quello che il Signore gli aveva trasmesso –, che è la santificazione della vita ordinaria. Lo dice con parole poeticamente splendide come queste: “Il cielo e la terra, figli miei, sembra che si uniscano laggiù, sulla linea dell’orizzonte. E invece no, è nei vostri cuori che si fondono davvero, quando vivete santamente la vita ordinaria”».

Mons. Ocáriz ha spiegato che il messaggio centrale di questa omelia è «la chiamata universale alla santità che san Josemaría ha predicato sin dall’inizio. Tutto è motivo di santità, tutto è occasione di incontro con Dio: tutto il lavoro, tutte le circostanze, sono un cammino di incontro con Dio, un cammino di santità», e dunque il messaggio «rimane sempre valido perché, anche se vi sono dei cambiamenti nelle circostanze, nelle attività, nelle città, nelle consuetudini..., tutti avremo una vita ordinaria comune, magari molto diversa da quella attuale man mano che il tempo passa, però tutto potrà e dovrà essere sempre occasione e luogo d’incontro con Dio». Mons. Ocáriz ha anche sottolineato «la forza» e «la convinzione personale» con cui san Josemaría presenta questo messaggio: «Si vede che non sta trasmettendo una teoria ma che si tratta di qualcosa che gli esce dall’anima. E questo ha una forza particolare, la forza della testimonianza», ha aggiunto il prelato.


Romana, Nº 65, Luglio-Dicembre 2017, p. 323-324.