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Il cardinale Robert Sarah ordina 31 sacerdoti

Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha ordinato 31 nuovi sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei, provenienti da 15 Paesi, in una cerimonia che ha avuto luogo sabato 5 maggio nella basilica romana di Sant’Eugenio.


«La Scrittura – ha spiegato durante l’omelia – presenta il sacerdote come l’uomo della Parola di Dio». «L’uomo contemporaneo – ha aggiunto – si rivolge al sacerdote cercando Cristo. Sulle questioni economiche, sociali o politiche può consultare tante altre persone competenti in materia». Nella Sacra Scrittura «il sacerdote è presentato anche come l’uomo del perdono». Poi ha ricordato: «Come il santo Curato d’Ars o Padre Pio, il sacerdote è l’apostolo del confessionale, così come ricordava pochi giorni fa Papa Francesco».


Il cardinale Sarah si è riferito al sacerdote anche come «amico di Cristo». Un amico che si riconosce in modo speciale nell’Eucaristia, perché «non esiste Eucaristia senza sacerdozio, come non esiste sacerdozio senza Eucaristia». Perciò – ha aggiunto – «ogni giorno abbiamo bisogno dell’Eucaristia per vivere il nostro sacerdozio e per essere audaci messaggeri del Vangelo in mezzo alle sofferenze, alle difficoltà e all’ostilità che ci possono circondare». Ha invitato i nuovi sacerdoti a cercare la santità e a essere uomini «di profonda vita interiore». Citando san Josemaría, ha spiegato che «il sentiero che conduce alla santità è un cammino di orazione; e l’orazione deve attecchire nell’anima a poco a poco, come il piccolo seme che col tempo diverrà albero frondoso» (Amici di Dio, n. 295).


Il sacerdozio è un servizio alla Chiesa e a tutte le anime. «Come avete imparato da san Josemaría e da tutti i suoi successori – ha affermato il cardinale –, siate sempre molto leali verso il Romano Pontefice, i vescovi, successori degli apostoli, e verso il vostro prelato; amate i sacerdoti di ogni diocesi, pregate costantemente il Signore perché mandi molti operai in tutta la sua messe, mandi molti sacerdoti santi, stabiliti come custodi per pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue (cfr. At 20, 28)».


Il consacrante si è poi congratulato con i genitori e i fratelli dei nuovi sacerdoti: «Da oggi avrete qualcuno del vostro stesso sangue che intercederà in modo particolare per voi dinanzi al Signore. Nello stesso tempo, tutti noi dobbiamo pregare per loro più di prima, perché è grande la responsabilità che hanno assunto».


A conclusione della cerimonia, il cardinale ha regalato a ciascuno dei nuovi sacerdoti un rosario e una piccola icona della Vergine della Tenerezza. «Ve la do – ha detto loro – perché possiate unirvi più strettamente a Maria Santissima e per chiedervi di pregare anche per me».


I nuovi presbiteri sono: Pablo González-Villalobos Bérgamo (Spagna), Francisco Javier Fernández Centeno (Spagna), Agustín Alfredo Silberberg Muiño (Argentina), Alejandro Gratacós Casacuberta (Spagna), Juan José Velasco Fernández (Spagna), Antonio Vargas-Machuca Salido (Spagna), Francis Anthony Jose Inzon Ong III (Filippine), Francisco Felipe Nieto López (Spagna), Gonzalo Trelles Villanueva (Spagna), Juan Suárez-Lledó Grande (Spagna), Ignacio María Varela Vega (Uruguay), Luis Poveda Talavera (Spagna), Manuel Ignacio Candela Temes (Spagna), Alberto de Ángel Castel (Spagna), Michele Crosa di Vergagni (Italia), Jorge Segarra Taús (Spagna), Àngel Miquel Aymar (Slovacchia), Jude Kasirima Karuhanga (Uganda), Pedro Emeka Okafor (Nigeria), Alfred Robert Cruz Vergara (Filippine), Pierre Laffon de Mazières (Francia), Frederick Vincent Ifechukwude Oraegbu (Nigeria), Yao N’zian Jean Eudes Téhia (Costa d’Avorio), Raphael Rezende Fernandes (Brasile), Anthony Elobuike Asogwa (Nigeria), Martijn Sebastian Pouw (Olanda), Ignacio Ramoneda Pérez del Pulgar (Spagna), Alberto José Ospina Sánchez (Colombia), José Guillermo Muñoz Maldonado (Colombia), Donatus Dedan Wainaina (Kenya) e Manuel Alejandro Vielma Alvarado (Venezuela).

Romana, Nº 66, Gennaio-Giugno 2018, p. 155-156.

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