envelope-oenvelopebookscartsearchmenu

Omelia nella festa del beato Álvaro del Portillo, basilica di Sant’Eugenio, Roma (12-V-2018)

Questo è il servo fedele e prudente, che il Signore ha posto a capo della sua casa (cfr. Lc 12, 42). Le parole del canto d’ingresso ci introducono in questa celebrazione con sentimenti di gioia e di raccoglimento.


Sì, il beato Álvaro fu il servo fedele che spese la vita per essere il sostegno, prima, e il successore, poi, di san Josemaría alla guida dell’Opus Dei. Fu un figlio leale della Chiesa. Come scrisse Papa Francesco in occasione della beatificazione di don Álvaro: “Era notorio il suo amore per la Chiesa, sposa di Cristo, che servì con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, che edifica. Mai un lamento o una critica, nemmeno in momenti particolarmente difficili, piuttosto, come aveva imparato da san Josemaría, rispondeva sempre con la preghiera, il perdono, la comprensione, la carità sincera”[1]. Chiediamoci, allora: è questo il mio atteggiamento abituale, nella vita di ogni giorno, davanti alle difficoltà e ai problemi?


Fedele e prudente: era così il beato Álvaro. Ricorro perciò adesso alla sua intercessione affinché il Signore renda anche noi fedeli e prudenti. Chiediamogli la virtù della prudenza per essere, sempre, fedeli al Vangelo dinanzi alle circostanze mutevoli di tempo e di luogo. Con la fedeltà con cui si segue non un’idea, ma una Persona: Gesù Cristo, nostro Signore, che apre orizzonti sempre nuovi alla vita di ognuna e ognuno di noi.


In questa celebrazione, la liturgia della Parola ci presenta la figura del Buon Pastore. Nella prima lettura, Dio ci parla attraverso il profeta Ezechiele: “Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine” (Ez 34, 12). Subito dopo, nel Vangelo di san Giovanni, la figura del pastore si precisa ancora di più: “Io sono il Buon Pastore [...] e do la mia vita per le pecore” (Gv 10, 14-15).


Proprio così. È Lui, Gesù, chi veramente dà la vita per le sue pecore, chi va in cerca della pecora perduta e la conduce ad acque tranquille, come recita il salmo responsoriale (cfr. Sal 23 [22]). Amare le persone che gli sono state affidate, come le ama Cristo, è una delle caratteristiche fondamentali di ogni buon pastore. E così ha fatto il beato Álvaro nel corso della sua esistenza: con il suo atteggiamento accogliente, comprensivo e pieno di pace. Perché “chi è profondamente immerso in Dio sa stare molto vicino agli uomini. La prima condizione per annunciare loro Cristo è amarli, perché Cristo li ama già prima. Dobbiamo uscire dai nostri egoismi e dai nostri comodi e andare incontro ai nostri fratelli”[2].


Potremmo chiederci: “A che pro uscire dai nostri egoismi e comodità? Non è forse andare contro gli standard attuali di felicità? Che ne sarà della mia libertà se la dono a Dio e, per amor suo, agli altri?”. O addirittura, nei termini di quell’utilitarismo, così tipico della nostra società moderna: “Che cosa ci guadagno se mi decido a dimenticarmi di me stesso per dedicarmi agli altri?”. Queste domande ci rimandano a un’affermazione fondamentale: solo accogliendo il dono di Dio si può raggiungere la vera felicità.


La felicità si esprime nella gioia; e la gioia cristiana – con parole di san Josemaría – ha “le radici a forma di croce”; è una gioia “nel Signore” (cfr. Fil
4, 4): quella che Gesù ci ha guadagnato sulla Croce[3]. Tale gioia non solo perdura, ma addirittura cresce davanti alle difficoltà e alle sofferenze, con la forza della fede, della speranza e dell’amore. È quello che abbiamo constatato nella vita del beato Álvaro, buon pastore delle sue figlie e dei suoi figli.


In questo mese di maggio ricorriamo a Santa Maria, Virgo fidelis, Virgo prudentissima, affinché ci aiuti a crescere nella prudente fedeltà di sapere e di volere dare la vita, giorno per giorno, per gli altri, con gioia.


Così sia.



[1] Papa Francesco, Lettera al Prelato dell’Opus Dei in occasione della Beatificazione di Álvaro del Portillo, 16-VI-2014.


[2]Ibid.


[3] San Josemaría, È Gesù che passa, n. 43.

Romana, Nº 66, Gennaio-Giugno 2018, p. 92-94.

Invia ad un amicoInvia ad un amico